DALLA GUERRA CIVILE AL PRINCIPATO parole che non muoiono Livio Hic manebimus optime «Qui molto bene resteremo» Questa frase (V, 55, 1) sancisce il momento nel quale il Senato, dopo il saccheggio del 390 a.C., decide di restare comunque a Roma e di ricostruire la citt , invece di trasferirsi a Veio. L espressione ha avuto grande fortuna nei secoli e indica ancora oggi la fermezza di chi prende la decisione di rimanere in un luogo. Ricordiamo due esempi celebri: lo scrittore Gabriele d Annunzio (1863-1938) ne d la traduzione che forniamo anche qui, in riferimento alla sua occupazione della citt di Fiume (1918-1920); il Presidente della Repubblica Sandro Pertini (1896-1990) la impiega per smentire le voci sulle proprie dimissioni. Potius sero quam numquam Gloriam qui spreverit veram habebit «Meglio tardi che mai» «Chi disprezza la gloria otterr quella vera» Si tratta di un modo di dire ben noto nell antichit e compare in Livio (IV 2, 11) nel contesto della disputa tra patrizi e plebei, con i consoli che esortano a reagire, seppur con ritardo, alle pretese dei tribuni della plebe. Il motto arrivato fino a noi sostanzialmente inalterato e semplicemente tradotto in modo letterale in italiano (come in molte altre lingue europee): meglio tardi che mai . In Livio (XXII, 39, 19) la massima fa parte di un lungo discorso di esortazione e consiglio rivolto da Quinto Fabio Massimo a Lucio Emilio Paolo. Successivamente si ritrova in Seneca e ha molta fortuna tra gli autori cristiani: ricordiamo, in particolare, Beda il Venerabile (VII-VIII secolo d.C.), sant Agostino (354-430 d.C.) e san Tommaso d Aquino (1225/1226-1274). Esiste ancora oggi come proverbio in alcune lingue moderne. Et facere et pati fortia Romanum est « proprio dei Romani compiere e sopportare azioni forti» Sono queste le parole che Livio attribuisce a Muzio Sc vola (II, 12, 9) nel momento in cui il condottiero lascia bruciare la propria mano per aver mancato il colpo fatale contro Porsenna, il re etrusco nemico dei Romani. L associazione tra il compiere grandi imprese e sopportare grandi sofferenze (facere et pati) un topos della letteratura latina, che qui diventa un valore fondativo della romanit . Durante la Prima guerra mondiale (1914-1918) la frase latina venne incisa su una medaglietta consegnata agli esponenti della Massoneria che sarebbero partiti per il fronte ed nota ancora oggi. Guercino, Muzio Sc vola davanti a Porsenna,1647. Pieve di Cento. 470