Il contesto storico Dalla guerra civile al principato 1. Un uomo solo al comando rientra in un disegno politico particolarmente ar- Gli effetti politico-sociali delle conquiste di Roma l uomo che, con il suo potere, ha messo a rischio il ticolato: i congiurati si limitano infatti a eliminare Durante il I secolo a.C. Roma viene travolta dalle sistema repubblicano. raneo: le guerre condotte a partire dallo scontro gliarsi sul Campidoglio, Bruto e i suoi compagni bri politici della res publica, perch consentono do leva sui contrasti fra Marco Emilio Lepido e di guidare le legioni e di amministrare i territori colleghi di Cesare nel consolato, suoi ufficiali e fe- sonale e di attuare una politica dalle pericolose diverse: Lepido intende usare l esercito contro i importanti ripercussioni economiche su Roma e morte del dittatore; Marco Antonio invece preferi- manodopera schiavile, l immenso afflusso di merci gli ultimi provvedimenti presi da Cesare vengano nali strutture sociali e sollecitano numerosi tenta- che Lepido, guidando la repressione dei cesarici- conseguenze della sua supremazia sul Mediter- Costretti dalla reazione popolare ad asserra- con Cartagine alterano gradualmente gli equili- riescono a negoziare con il fronte avverso, facen- ai comandanti militari, di volta in volta incaricati Marco Antonio. Entrambi, in diversi momenti, sottomessi, di accumulare un enorme potere per- delissimi collaboratori, hanno infatti due visioni sfumature eversive. Il nuovo contesto ha, inoltre, congiurati, cos da vendicare immediatamente la sull Italia: la maggiore mobilit , l aumento della sce seguire la via del dialogo, sia perch vuole che e di ricchezza a Roma mettono in crisi le tradizio- ratificati senza alcun ostacolo, sia perch teme tivi di riformare l ordinamento repubblicano. di, acquisisca un prestigio eccessivo. Il dado tratto Da questo punto di vista, l azione di Gaio Giulio Cesare pu essere considerata paradigmatica: ottenuto, grazie all accordo con Mar- co Licinio Crasso e Gneo Pompeo, l incarico di amministrare i territori a nord dell Italia, egli impiega le truppe a disposizione per intraprendere l imma- ne impresa di conquistare la Gallia. Una simile iniziativa porta con s prestigio, potere e ricchezza: assieme al fatto che l esercito, negli anni, diviene estremamente fedele al proprio comandante, tutti questi elementi permettono a Cesare di affermarsi come capo indiscusso della res publica. La sua conquista del potere, per , non si traduce soltanto in un azione di riforma delle istituzioni repubblicane, come i suoi sostenitori auspicavano, ma assume tratti assolutistici tali da dare l impressione che abbia intenzione di dar vita, di fatto, Alla fine, prevale la posizione di Antonio: il 17 marzo del 44 a.C. il Senato ratifica gli atti stabiliti da Cesare e decreta per lui i funerali di Stato; allo stesso tempo concede l amnistia ai congiurati, che secondo quanto stabilito dallo stesso Cesare prima della morte in alcuni casi ottengono addirittura il governo di una provincia, come accade a Decimo Giunio Bruto Albino, inviato in Gallia Ritratto di Marco Antonio, Cisalpina. 80-70 a.C. Roma, Musei Capitolini. Gaio Ottavio, nuovo Cesare Approfittando dell oc- casione, Antonio riesce a manovrare abilmente i sentimenti popolari e a trasformare i funerali a una nuova monarchia: il suo assassinio giunge, pubblici in un grande rito collettivo di celebrazio- se dirigente romana, che non pu accettare la fine dit politica. Presentandosi come il prosecutore co ridimensionamento del proprio peso politico. serie di leggi marcatamente a favore del popolo, dunque, come una reazione trasversale della clas- ne del defunto, del quale intende assumere l ere- del sistema repubblicano e del conseguente, drasti- dell attivit cesariana, Antonio fa approvare una che accrescono notevolmente il suo consenso; il suo progetto, per , viene ostacolato dalla compar- 2. L erede di Cesare Le conseguenze della congiura L omicidio di Cesare, compiuto durante le Idi di marzo del 44 a.C., non sa sulla scena del giovanissimo Gaio Ottavio, figlio di una sorella di Cesare, che il dittatore nel suo testamento ha adottato e nominato erede princi- pale, e che in virt dell adozione assume il nome di Gaio Giulio Cesare (omettendo il cognomen 5