DALLA GUERRA CIVILE AL PRINCIPATO Gaio Giulio Cesare Ottaviano raffigurato come Pontefice Massimo, 13 a.C. Roma, Museo Nazionale Romano. Ottaviano, che per prassi avrebbe dovuto assumere). Appena diciottenne, riscuote un ampio sostegno fra i cesariani pi devoti, mettendo in ombra la figura di Antonio, e si ritaglia uno spazio sempre pi ampio sulla scena politica. Il Senato in particolare Cicerone, il celebre oratore che fra i membri della nobilt occupa una posizione di primissimo piano vede in Ottaviano uno strumento da impiegare contro Antonio, ritenendo, a torto, di poter facilmente manipolare un giovane privo di qualsiasi esperienza di governo. La spartizione del potere Comprendendo che l aristocrazia senatoria non permetterebbe mai il riaffermarsi di una linea politica filopopolare di stampo cesariano, nell ottobre del 43 a.C. Antonio e Ottaviano incontratisi nei pressi di Bologna assieme all altro grande rappresentante del gruppo cesariano, Marco Emilio Lepido decidono di mettere da parte le reciproche divergenze e si accordano per spartirsi il potere: una legge istituir un triumvirato straordinario rei publicae consti- tuendae ( per la costituzione dello Stato ) dalla durata quinquennale, con il potere di convocare il Senato e il popolo, promulgare editti e designare i candidati alle magistrature. Con questo triumvirato che contrariamente a quello di Pompeo, Cesare e Crasso, che era soltanto un patto privato, si connota come una magi- stratura a tutti gli effetti i triumviri si accorda- no per una spartizione dei territori del dominio di Roma non controllati dai cesaricidi: mentre questi ultimi hanno in mano l Oriente, le province occi- 3. Il triumvirato dentali e l Italia vengono suddivise fra Antonio, Il Senato contro Antonio Antonio cerca in ogni za dell ultimo figlio di Gneo Pompeo, Sesto Pom- modo di contrastare il giovane Cesare per affermare il proprio ruolo di unica guida della fazione cesariana. Ottaviano, d altra parte, consolida con decisione il suo status di erede di Cesare, soprattutto ribadendo la volont di punire i congiurati. Quando Antonio nel 43 a.C. decide di mobilita- re le proprie legioni contro Decimo Giunio Bruto Albino, i senatori ne approfittano non soltanto per dichiarare Antonio nemico pubblico, inviandogli contro i due consoli in carica, ma riconoscono al giovane Cesare un imperium propretorio, autoriz- zandolo a prendere parte alle operazioni militari con un esercito privato formato da veterani di Cesare. Lo scontro avviene nei pressi di Modena, dove Decimo Bruto si difende dall assedio di Antonio, e provoca la morte di entrambi i consoli: la situazione si rivela particolarmente favorevole per Ottaviano, che ne approfitta per ottenere l elezione a consul suffectus (cio subentrato). Il Senato delibera di istituire dei tribunali stra- ordinari per giudicare gli assassini di Cesare e i loro complici. Nel frattempo, Antonio ricompatta a sua volta le proprie forze e si prepara. 6 Lepido e il giovane Cesare. A complicare il quadro contribuisce la presen- peo, a cui il Senato attribuisce il comando della flotta del Mediterraneo, ma che di fatto esercita un potere autonomo, minacciando in particolare le rotte commerciali che riforniscono Roma e l Italia. I primi provvedimenti Istituita la magistratura, i triumviri si sbarazzano innanzitutto dei nemici che fino a quel punto li hanno ostacolati, ricorrendo come gi avvenuto durante la dittatura di Silla a liste di proscrizione attraverso cui eliminano centinaia di senatori e cavalieri, fra i quali Marco Tullio Cicerone. In questo modo i triumviri riescono non solo ad avere la meglio sugli oppositori, ma anche a mettere le mani su un immensa ricchezza i patrimoni degli assas- sinati con cui far fronte alle spese per la guerra che si accingono a combattere contro Bruto e Cassio. Un altra iniziativa degna di nota la diviniz- zazione di Cesare da parte del Senato, avvenuta nel 42 a.C., in seguito alla quale il suo erede pu fregiarsi dell appellativo di Divi filius, figlio del divino [Cesare] , traendone ulteriore prestigio.