L autore Virgilio L Appendix Vergiliana Una raccolta sotto il nome di Virgilio L Appendix Vergiliana una raccolta di poe- metti di carattere vario e gusto erudito trasmessi sotto il nome di Virgilio e a lungo ritenuti sua produzione minore o giovanile. In realt la silloge frutto di un opera- zione di accorpamento di testi di autori sconosciuti, databili in gran parte al I se- colo d.C., e ricondotti sotto l auctoritas di Virgilio in et umanistica. Fra i componimenti della raccolta vale la pena di segnalare l epillio intitolato Culex ( La zanzara ), garbata parodia dell Eneide: un pastore addormentato salvato da una zanzara che, pungendolo, lo desta poco prima di essere morso da un serpente. Il pastore, per , ignaro di tutto, si sveglia e uccide la zanzara, la quale gli compare in sogno dall Oltretomba per rinfacciargli l ingratitudine. 3. Lo stile Eleganza e musicalit nelle Bucoliche Nelle Bucoliche la riproduzione stilistica del mondo agreste non ricercata attraverso particolari effetti mimetici (essendo davvero poche le tracce del sermo rusticus), o mediante l uso massiccio di tecnicismi del lessico contadino, ma sulla base di una musicalit raffinata ed elegante. Definito da Orazio (Satira I, 10, 44) molle atque facetum ( sciolto e aggraziato ), lo stile bucoli- co di Virgilio tenta di riprodurre l armonia pastorale attraverso il sapiente ricorso a figure di ripetizione verbale (Ite, meae, felix quondam pecus, ite, capellae, I, 74 T2), anafore* (nos patriae finis et dulcia linquimus arva. / Nos patriam fugimus, I, 3-4), ritornelli ed effetti di canto ( crudelis tu quoque mater! / Crudelis mater magis, an puer improbus ille? / Improbus ille puer; crudelis tu quoque, mater, VIII, 48), imitazioni onomatopeiche della sonorit degli strumenti musicali (come il suono dello zufolo in I, 1 Tityre tu patulae recubans sub tegmine fagi), epanalessi* ( timidisque supervenit Aegle, / Aegle Naiadum pulcherrima , VI, 20-21), geminazioni (Nymphae, / Dictaeae Nymphae, VI, 55-56), pleonasmi (me sine sola, X, 48, con anastrofe* di sine), poliptoti* ( Ipsae te, Tytire, pinus, / ipsi te fontes, ipsa haec arbusta vocabant, I, 38-39), chiasmi* (carmina vobis / huic aliud mercedis, VI, 25-26). STILE Lo stile delle Bucoliche elegante e raffinato, teso a riprodurre l armonia pastorale Le Georgiche offrono uno stile pi variegato, che alterna parti arcaiche e solenni, sezioni descrittive e brani dai contenuti mitici ed epici Lo stile dell Eneide risente della mescolanza di emp theia e symp theia, ma non manca la maiestas tipica dell epica Il lessico e la sintassi non sono mai complessi: il colloquialismo dei pastori, che sopravvive nello sporadico impiego di voci di sapore rustico, come l aggettivo cuius, -a, -um ( di chi? ) usato in III, 1 (cuium pecus?), connotato da una semplice vivacit , ottenuta mediante l uso di diminutivi (13 sono le occorrenze di capella) e costrutti paratattici, ma anche da una tendenza neoterica all uso di dotte sineddochi* (avena, in I, 2, indicante la materia di cui fatto lo zufolo) e metonimie* (Nereus, VI, 35, per mare ) e alla cura della disposizione delle parole: per esempio in silvestrem tenui Musam meditaris avena (I, 2) aggettivi e sostantivi sono simmetricamente disposti secondo lo schema abAB; inoltre frequente la collocazione dell apposizione fra l aggettivo e il sostantivo (infelix o semper, oves, pecus, III, 3; Nymphae, noster amor, Libethrides, VII, 21). Non manca infine una preziosa patina ellenizzante, derivata soprattutto dal gusto per alcuni giochi etimologici (cos per esempio in VIII, 83: Daphnis me malus urit, ego hanc in Daphnide laurum, ove Daphnis richiama d phne, nome greco del lauro) e dalla predilezione per preziosismi eruditi (Amphion Dircaeus in Actaeo Aracyntho, II, 24, verso in cui si succedono lemmi tutti di sapore grecizzante). 79