L autore Virgilio parole che non muoiono Virgilio Omnia fert aetas, animum quoque Omnia vincit Amor: et nos cedamus Amori «Il tempo porta via ogni cosa, anche l animo» «L amore vince ogni cosa: e noi cediamo all amore» L idea che nulla resista al trascorrere del tempo, espressa da questa famosa frase delle Bucoliche (IX, 51), gi presente nel pensiero greco antico: si trova in un epigramma attribuito a Platone. Oggi sopravvive in numerosi modi di dire incentrati sulla capacit del tempo di annullare ogni condizione contingente, in negativo, come nel caso di Virgilio e dei ricordi perduti di Meri, ma anche in positivo ( il tempo risolve ogni cosa ). Quello dell invincibilit dell amore, a cui si rassegna Cornelio Gallo alla fine delle Bucoliche (X, 69), un topos antichissimo. Ne esiste un corrispettivo in moltissime lingue moderne (per esempio l inglese love rules his kingdom without a sword, l amore governa il suo regno senza spada ), ed stato reimpiegato anche in ambito religioso da ben due papi: Giovanni Paolo II richiama l espressione nel suo discorso per la Giornata Mondiale della pace (1° gennaio 2004); Benedetto XVI, invece, la utilizza nella sua enciclica Deus caritas est (1, 4), del 2005, come simbolo dell amore profano contrapposto a quello cristiano. Sunt lacrimae rerum Timeo Danaos et dona ferentis «Sono le lacrime delle cose» «Temo i Danai anche quando portano doni» Questa frase, il cui significato esatto molto discusso dai critici, esprime l intenso dolore di Enea alla vista delle scene della guerra di Troia effigiate nel tempio di Cartagine (Eneide I, 462): l immagine, commovente, quella delle cose impregnate di lacrime. L espressione ha avuto immensa fortuna nei secoli successivi e ha influenzato la letteratura ( commentata da Leopardi nello Zibaldone), il canto scenico (i Carmina Burana del compositore tedesco Carl Orff, 1895-1982) e la musica ( il titolo di un brano per pianoforte del musicista austriaco Franz Liszt, 18111886, in Ann es de p lerinage). Questa battuta (ferentis la forma arcaica di ferentes), con cui Laocoonte tenta invano di dissuadere i Troiani dall accettare il cavallo di legno (Eneide II, 49), tuttora citata per invitare alla cautela e alla prudenza in caso di tentativi di riconciliazione ritenuti poco affidabili. La frase ha avuto fortuna fin dal Medioevo ed giunta anche alla cinematografia contemporanea: parafrasata nello struggente film del 1974 di Ettore Scola C eravamo tanto amati (Timeo yankees et dona ferentes!). Agnosco veteris vestigia flammae «Riconosco i segni dell antica fiamma» Il momento in cui Didone riconosce nella passione per Enea i segnali del vero sentimento d amore (Eneide IV, 23) espresso da questa frase di straordinaria intensit , diventata proverbiale. La sua fortuna sancita da Dante, che in Purgatorio XXX, 48 si rivolge a Beatrice esclamando: «Conosco i segni de l antica fiamma». Didone si innamora di Enea, miniatura di un manoscritto dell Eneide, XV sec. Valencia, Biblioteca Storica dell Universit . 85