PERCORSO TEMATICO L insoddisfazione di s Uno stato d animo che viene descritto da diversi autori antichi e che si ritrova pressoch identico in tanti testi moderni quello di coloro che sono insoddisfatti di s e della propria esistenza, e non riescono a trovare pace n nell ozio, n nella ricerca ossessiva di qualcosa da fare, n ancora in quella di luoghi sempre diversi. Si tratta di una condizione che nell et antica viene attribuita soprattutto a persone adulte e ormai annoiate dalla vita quali quelle descritte da Seneca nei suoi scritti filosofici , mentre in epoca moderna pu riguardare anche una specifica fase della crescita: l adolescenza, come viene messo efficacemente in luce in uno dei pi noti romanzi dedicati a quest ultima, Il giovane Holden di J.D. Salinger. T1 Un inquietudine che viene da dentro Seneca De tranquillitate animi 2, 6-10 In questo passo tratto dal De tranquillitate animi Seneca analizza a fondo il sentimento dell insoddisfazione di s , il sibi displice-re, al quale si possono ricondurre tutte le manifestazioni di inquietudine e angoscia esistenziale che prendono la forma della mancanza di sonno, dell ossessiva ricerca di luoghi diversi, dell inerzia oppure, viceversa, della mancanza di requie: sintomi diversi e persino opposti, ma una stessa, unica causa, osserva il filosofo, che d qui prova della sua capacit di scandagliare in profondit l animo umano. La soluzione che Seneca propone nel prosieguo del trattato quella di una serenit (tranquillitas) che senza arrivare alla totale indifferenza (ap theia) propugnata dalle forme pi rigide e rigorose della filosofia stoica consenta piuttosto di raggiungere e mantenere l equilibrio interiore e di vivere, di conseguenza, una vita felice. 6. Sono tutti nella stessa condizione, sia quelli tormentati dall incostanza, o dalla noia, o dal cambiamento continuo di propositi e che non fanno che rimpiangere quello che hanno lasciato, sia quelli che poltriscono e sbadigliano. Aggiungi poi quelli che, non altrimenti da chi ha il sonno difficile, si girano continuamente e si 5 mettono ora in una posizione ora in un altra finch non trovano riposo che nella stanchezza; mutando sempre condizione di vita si ritrovano, alla fine, in quella in cui li sorprende non il fastidio ormai di cambiare, ma la vecchiaia, restia a ogni novit . Aggiungi ancora quelli che sono poco volubili non per costanza ma per inerzia e vivono non come vorrebbero vivere ma come han sempre vissuto fin dall inizio. 10 7. Innumerevoli sono le caratteristiche del male ma la conseguenza una sola, che sono scontenti di s . E questo deriva dall instabilit dell animo o da desideri esitanti e poco fortunati per cui o non tentano di avere ci che desiderano, o non vi riescono, e cos corrono sempre dietro alla speranza. Sono sempre instabili e volubili come inevitabilmente accade agli indecisi. Con ogni mezzo cercano di soddisfare 15 i loro voti, persuadono s stessi e si costringono a compiere azioni sconvenienti e pericolose e quando vedono che la loro fatica non compensata, la vergogna inutilmente sub ta li tormenta e non si dolgono di aver voluto cose disoneste ma di averle volute invano. 8. E allora li prende il pentimento di quel che hanno fatto e la paura di rifarlo e nel loro animo si insinua l angoscia propria di chi non trova una via 20 160 d uscita, dal momento che non sanno n frenare le proprie passioni n sottostarvi,