PERCORSO TEMATICO Il rifugio offerto dalle gioie semplici La risposta al disagio interiore, ma anche all angoscia causata dalle vicissitudini e dai drammi della vita, non sempre e necessariamente nella ricerca di un qualcosa la fede, l amicizia che si vada a contrapporre a essi: un altra possibile risposta quella di chi si rifugia, e trova riparo e consolazione, in un luogo appartato, dove poter godere delle gioie pi semplici e autentiche. l angulus, il cantuccio nel quale il poeta Orazio desidera trascorrere la vecchiaia gustando miele, olio e vino; oppure il posto vicino al focolare in casa di amici nel quale Giuseppe Ungaretti passa il Natale, riscaldandosi al calore del fuoco, in occasione di una licenza dal fronte durante il primo conflitto mondiale. T5 Il ritiro dal mondo Orazio Odi II, 6 Nell ode II, 6 Orazio si rivolge al suo amico Settimio, che sa essere disposto a seguirlo fino in capo al mondo, per invitarlo invece in un luogo tranquillo, nel quale godere delle gioie semplici dell esistenza, che si tratti di Tivoli, «riposo» per la sua «stanchezza» (sit modus lasso, 7), oppure di Taranto, dove un «angolo di terra» (ille terrarum angulus, 13-14) offre un clima mite e alimenti deliziosi. L angulus oraziano non , per , soltanto un luogo ideale in cui vivere sereni, ma anche, come viene suggerito ai vv. 7-8 (lasso maris et viarum / militiaeque), un rifugio dalle vicissitudini della vita e, in definitiva, dalla costante angoscia che esse comportano. O Settimio,1 che verresti in mia compagnia sino a Cadice,2 e fra i Cantabri,3 non ancora avvezzi a sopportare il nostro dominio, e nelle Sirti4 inospitali, ove di continuo ribolle il mare africano, piaccia al cielo che Tivoli, fondata da coloni argivi,5 sia la mia dimora nella vecchiezza e a me stanco segni il termine de viaggi per mare e per 5 terra e delle fatiche militari. Che se di l le Parche6 avverse mi terranno lontano, io mi avvier verso il fiume Galeso,7 diletto alle lanute greggi, e verso le campagne, su cui regn lo spartano Falanto.8 Quel cantuccio a me sorride sopra ogni altro della terra, dove il miele non inferiore a quello dell Imetto,9 e l oliva gareggia con l oliva di Venafro;10 dove Giove concede lunghe primavere e miti inverni, e l Aulone,11 caro 10 a Bacco che fa prosperare le viti, nulla ha da invidiare ai vigneti del Falerno.12 Quel paese e quelle colline ridenti ci richiamano insieme col ; l tu verserai il tributo delle tue lagrime sulle ceneri ancora calde dell amico poeta. (trad. T. Colamarino e D. Bo) 1. Settimio: un amico di Orazio, che lo cita anche altrove nelle sue opere. 2. Cadice: Gades, nella Spagna Betica, l estremo confine occidentale del mondo allora conosciuto. 3. Cantabri: popolazione della Spagna, a lungo ostile a Roma, sottomessa da Agrippa nel 19 a.C. 4. Sirti: due grandi insenature nella costa 166 libica, pericolose per il basso fondale. 5. Tivoli... argivi: secondo la tradizione Tivoli era stata fondata da esuli dalla citt greca di Argo. 6. Parche: le tre figure mitologiche romane che controllavano il destino umano, filando e tagliando il filo della vita. 7. Galeso: piccolo fiume che scorre presso Taranto. 8. Falanto: secondo la tradizione Taranto era stata fondata da Falanto di Sparta. 9. Imetto: monte dell Attica celebre per il miele. 10. Venafro: citt sannita famosa per l olio. 11. Aulone: regione collinare vicina a Taranto, celebre per i vini. 12. Falerno: il famoso vino prodotto in Campania, nell ager Falernus.