ucazio CITTADINANZA DIGITALE ICA LABORATORIO DI EDUCAZIONE CIVICA C ne I V Ed LA SOLITUDINE DIGITALE: connessioni reali in un mondo virtuale L adolescenza un periodo di profonda ricerca di identit , in cui le relazioni con i pari diventano fondamentali. I social media, pur offrendo un illusione di vicinanza, possono talvolta amplificare il senso di disagio e solitudine, generando il paradosso di sentirsi soli pur essendo iper-connessi. SPUNTO DI DIBATTITO I testi che hai letto offrono uno sguardo senza tempo sull animo umano e sui vari significati e sfumature che l insoddisfazione di s pu assumere. Partendo dalle riflessioni di questi grandi autori, discuti in classe sul tema: Come possiamo sentirci soli, o addirittura pi soli, in un mondo che ci offre un numero quasi infinito di connessioni? Puoi aiutarti con queste domande: Come si manifesta il sibi displicere, l insoddisfazione di s di Seneca, nel mondo digitale? I social media offrono il rifugio delle gioie semplici di cui parlano Orazio e Ungaretti, o ci spingono a una costante ricerca di stimoli che ci allontanano dalla nostra interiorit ? A differenza di Agostino, che non sapeva dove posare la sua anima tormentata, la nostra generazione ha una miriade di luoghi virtuali in cui rifugiarsi. Ci aiutano a sfuggire da angosce e preoccupazioni o, al contrario, rendono la fuga ancora pi difficile? PROVA DI COMPETENZA 1 In gruppi di tre o quattro, osservate alcuni comportamenti ricorrenti sui social e provate a interrogarvi su questi aspetti: Quali possibili significati possono avere? In quali casi possono essere semplicemente espressioni di socialit o ironia? In quali altri casi possono rivelare un senso di insicurezza, solitudine o bisogno di conferma? Ci sono segnali che potrebbero indicare situazioni di disagio, esclusione o attacchi verbali? Riusciamo a distinguere tra un commento ironico e uno offensivo? 2 Ogni gruppo crea una breve storia che esplori l interiorit di una persona che si racconta o che si nasconde sui social media. L obiettivo non arrivare a una diagnosi, ma mostrare la complessit delle situazioni reali, stimolando l empatia e la capacit di leggere oltre le apparenze. La narrazione deve essere strutturata in quattro momenti: 1. Inizio: si descrive il comportamento online del personaggio . ( sempre connesso? Pubblica solo immagini perfette ? Usa l ironia per nascondere qualcosa? Subisce commenti ambigui o provocatori?); 2. 3. 4. viluppo: si rivela il vissuto interiore del personaggio S attraverso la narrazione. (Che cosa prova davvero? Quali emozioni o fragilit nasconde dietro il suo profilo? I messaggi che scrive o riceve sono chiari o ambigui? Come reagisce? Riesce a distinguere tra una critica e un offesa? Si sente libero di esprimersi? Ha mai provato vergogna, paura o senso di isolamento a causa di ci che accade online?); Svolta: si racconta un episodio cruciale che renda evidente il contrasto tra ci che il personaggio mostra all esterno e ci che vive dentro di s ; Conclusione: il personaggio trova sostegno, resta isolato, o cerca aiuto? L esito pu rimanere aperto a pi possibilit , per incoraggiare la riflessione. 3 Al termine, le storie verranno condivise e la classe rifletter collettivamente sui messaggi che sono emersi e sulle emozioni che hanno suscitato. L attivit permette di interrogarci su un aspetto cruciale del mondo digitale: quanto spesso, scorrendo i social, andiamo oltre l apparenza per chiederci che cosa si nasconde davvero dietro un immagine, un post, un commento o un video? CHE COSA DICE LA LEGGE La legge tutela i cittadini non solo dal cyberbullismo e dalle offese online, ma anche dal rischio che l uso distorto dei social aumenti l isolamento e il disagio. La Legge n. 71/2017 sul cyberbullismo prevede strumenti concreti per proteggere le vittime, come la possibilit di chiedere la rimozione di contenuti offensivi o la segnalazione immediata ai gestori delle piattaforme. La diffamazione, disciplinata dall articolo 595 del Codice Penale, si verifica quando si offende l onore o la reputazione di una persona comunicando con pi persone; la Tutela della reputazione, dunque, difende dall esposizione a offese pubbliche che possono amplificare sentimenti di solitudine e disagio. Infine, la normativa sulla protezione dei dati personali tutela da un uso improprio delle informazioni che potrebbe alimentare ansia o emarginazione. 169