L autore Petronio 1. La vita Petronius Arbiter Petronio il nome dell autore a cui alcuni fra i manoscritti super stiti attribuiscono la paternit del Satyricon, una delle opere pi singolari di tutta la letteratura latina. Incerta l effettiva identit di questo personaggio: i codici, infatti, si limitano a indicare un certo Petronius Arbiter, senza fornire ulteriori informazioni. Sulla base dell appellativo Arbiter, verso la fine del Cinquecento si proposto di ri conoscere in costui quel Gaius Petronius cortigiano di Nerone che negli Annales di Tacito viene definito arbiter elegantiae ( maestro di raffinatezza ) per il suo stile di vita particolarmente ricercato ( p. 174). Questo personaggio, sia pur con il praeno- men Titus anzich Gaius, sarebbe il medesimo Petronius che, secondo quanto scrive Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia, in punto di morte avrebbe distrutto una preziosissima tazza affinch non divenisse propriet di Nerone; il fatto che il preno me Titus sia adoperato anche dallo scrittore greco Plutarco fa ritenere che Gaius sia, in realt , una lezione errata. La testimonianza degli Annales Secondo il racconto di Tacito, Petronio sarebbe stato un personaggio estremamente colto e raffinato, dotato di grande classe ed elegan lezione multimediale Petronio e il genere romanzesco su scuola.edulia.it PETRONIO La sua identit incerta Secondo Tacito un personaggio vissuto nel I secolo d.C. descritto come ligio al dovere ma anche raffinato ed eccentrico Accusato di aver partecipato alla congiura di Pisone, si suicida in maniera teatrale za, capace di vivere con leggerezza, ma anche di assolvere con efficienza ai propri incarichi pubblici: avrebbe, infatti, rivestito nel 64 d.C. la carica di proconsole in Bi tinia, regione dell Asia Minore affacciata sul Mar Nero, dimostrando buone capacit amministrative. La sua stessa fine sarebbe emblematica del suo stile di vita: sospet tato, non si sa se a torto o a ragione, di essere coinvolto nella congiura di Pisone contro l imperatore Nerone ( p. 10), Petronio avrebbe deciso di suicidarsi pur di non vivere nell attesa di una probabile condanna a morte. Tagliatosi le vene durante un banchetto, riesce, fasciandosi parzialmente le ferite, a rallentare la propria morte per continuare a chiacchierare amabilmente con i propri ospiti degli argomenti pi disparati, mantenendo il pieno controllo della sua vita fino all ultimo istante. A un tempo stesso si dimostra dunque padrone del proprio destino e in grado di affron tare, nel momento pi estremo, conversazioni su temi nobili ed elevati, ma anche facezie e pettegolezzi di vita quotidiana: in tale comportamento possiamo vedere senza dubbio un richiamo al suicidio stoico, sia pure in una chiave che pu essere considerata parodica poich priva di qualsiasi forma di eroismo. 2. Il Satyricon Il testo e la tradizione manoscritta Il testo tradizionalmente noto con il nome di Satyricon un opera alquanto partico lare, che unisce i caratteri del romanzo greco ( p. 183) a quelli della satira menip- gr ce loqui Il romanzo antico pea ( p. 366), il genere misto di prosa e versi, con parti dialogate, praticato in Grecia dal filosofo cinico-stoico Menippo di G dara (III secolo a.C.) e a Roma da Varrone e da Seneca nell Apokolok ntosis ( p. 67). Non conosciamo l estensione originaria del testo, ma doveva essere piuttosto ampio: noi ne possediamo soltanto alcuni fram menti e, per un fortunato caso, tutto il libro XV; durante il Medioevo, invece, era no note esclusivamente alcune porzioni dei libri XIV e XVI, ossia gli excerpta brevia ( estratti brevi ), conosciuti sin dal IX secolo, e gli excerpta longa ( estratti lunghi ), diffusi a partire dal XIII secolo. 173