L ETÀ GIULIO-CLAUDIA 2. La produzione letteraria La prosa Una produzione variegata La prosa dell et giulio-claudia si dimostra, sotto il profilo artistico, molto meno compiuta di quella dell et di Cesare e di Augusto; tuttavia interessante notare come in questi decenni si affermino alcuni generi che connoteranno in maniera decisiva anche le epoche successive: la storiografia interessata all aneddoto e al miracolistico, come quella di Valerio Massimo e di Curzio Rufo; i testi tecnici di medicina (come quello di Celso), di agricoltura (come i trattati di Columella), di geografia ( il caso di Pomponio Mela) e, addirittura, la gastronomia con Apicio. Non mancano casi eccellenti: Seneca Retore, autore di una delle opere pi rile- vanti per la nostra conoscenza dell oratoria latina ( p. 21); Petronio, un autore sin- golarissimo nel mondo latino e uno dei pi brillanti prosatori dell antichit ( p. 170); Seneca filosofo, vero creatore dello stoicismo romano e uno dei massimi esponenti della trattatistica filosofica ( p. 48). STORIOGRAFIA L opera di Velleio Pat rcolo si pone nel solco della tradizione annalistica L opera di Valerio Massimo un repertorio di azioni e detti memorabili; la finalit didattica L opera di Curzio Rufo unisce elementi storiografici e romanzeschi e tratti propri delle declamationes La storiografia Una vera e propria ricerca storica, tra gli autori del periodo, ritracciabile unicamente in un autore, Velleio Pat rcolo, che descrive la storia di Roma, riallacciandosi alle vicende mitiche greche, fino all et di Tiberio. L opera di Valerio Massimo, pur collezionando fatti antichi, appare animata unicamente da un intento aneddotico, mentre Curzio Rufo mette insieme una storia romanzata di Alessandro Magno dove il fatto cede spesso il passo alla riflessione o al racconto sorprendente. Velleio Pat rcolo L opera storiografica pi consistente e significativa dell et giulioclaudia sono le Historiae Romanae ad Marcum Vinicium consulem di Velleio Pat r colo, del quale abbiamo pochi dati certi. Egli ammiratore e uomo fedele dell impe ratore Tiberio, sotto il quale milita durante le spedizioni in Germania, Pannonia e Dalmazia. Si distingue per il valore militare e partecipa anche al trionfo di Tiberio nel 13 d.C., ottenendo in seguito la pretura. In linea generale l opera di Velleio mostra i tratti peculiari di una storiografia filoimperiale e del consenso , diretta in qualche misura dal sovrano che la ispira e condiziona con la sua personalit , particolarmente stimata dall autore. Emergono cos una difesa del principato e della sua politica e una forma di encomio e di esaltazione generale della figura del princeps. L opera inizia dall epoca leggendaria della guerra di Troia e arriva al 29 d.C., senza quindi toccare gli anni pi difficili del regno di Tiberio, n l episodio della condanna del prefetto del pretorio Elio Seiano, di cui Velleio d un ritratto elogiativo, delineandolo come il consigliere ideale di Tiberio e paragonandolo ai grandi del passato. La presenza di elementi propri del genere dei panegirici*, la propensione per la biografia e l attenzione ai dettagli della vita e delle caratteristiche dei singoli protagonisti sono elementi che allineano l opera di Velleio alla storiografia annalistica, con maggiore ampiezza conferita per alle sezioni descrittive e agli ampi excursus che interrompono il compendio degli eventi. Valerio Massimo L unica notizia su Valerio Massimo deriva da un dato interno all opera e si tratta dell indicazione della data del 27 d.C., anno nel quale egli fu in Asia 18