Il contesto storico Dai Flavi a Caracalla 1. L anno dei quattro imperatori Dopo Nerone la guerra civile Nerone muore nel 68 d.C. ( p. 10), senza lasciare eredi diretti; il Senato decide di attribuire il ruolo di princeps a un anziano senatore, Servio Sulpicio Galba, in quel momento governatore della Spagna Tarraconense. Galba ottiene anche l appoggio dei pretoriani, ma durante i primi mesi di governo dimostra una scarsa abilit nel mantenere il favore delle truppe impegnate al fronte e della plebe di Roma: in particolare, il malcontento esplode fra le legioni di stanza in Germania, che agli inizi del 69 d.C. acclamano imperatore Aulo Vitellio. Nel tentativo di recuperare consenso, Galba associa al potere, adottandolo, il giovane senatore Lucio Calpurnio Pisone Frugi Liciniano; tale scelta suscita per la reazione di Marco Salvio Otone, governatore della Lusitania (l odierno Portogallo), controllo dell Egitto e, dunque, dei rifornimenti alimentari diretti a Roma, le legioni danubiane si muovono verso l Italia, seguite dalle legioni siriane. Lo scontro con le truppe di Vitellio avviene ancora una volta presso Cremona e si risolve con la vittoria degli uomini di Vespasiano. Da l , nonostante i tentativi di mediazione, la guerra giunge fino a Roma: il prefetto dell Urbe Flavio Sabino, fratello di Vespasiano, costretto ad asserragliarsi assieme al nipote Tito Flavio Domiziano sul Campidoglio, che viene per conquistato e dato alle fiamme; Sabino viene massacrato, mentre Domiziano, futuro imperatore, riesce fortunosamente a salvarsi. L arrivo delle legioni di Vespasiano segna la fine del principato di Vitellio: verso la fine di quello stesso anno entrano a Roma e, dopo aspri combattimenti, eliminano il princeps e i suoi sostenitori. Vespasiano, riconosciuto imperatore dal Senato mentre era ancora in Egitto, pu fare il suo ingresso in citt agli inizi dell anno successivo. che ha sostenuto il princeps sin dall inizio sperando di ottenerne la successione. In pochi giorni Otone si assicura i favori dei pretoriani, fa assassinare Galba e Pisone, e viene acclamato imperatore. Il nuovo princeps, per , si trova a sua volta a fare i conti con Vitellio, che nel frattempo ha accresciuto il numero di legioni schieratesi dalla sua parte e sta muovendo verso Roma. Otone gli va incontro con le sue truppe, ma viene sconfitto nei pressi di Cremona e si suicida. 2. La dinastia flavia Il principato di Vespasiano Con l ascesa al potere di Vespasiano (69-79 d.C.), il principato passa per oltre vent anni nelle mani della gens Flavia. Vespasiano, infatti, riesce a garantire stabilit all impero proprio rafforzando l idea di una trasmissione dinastica del ruolo di princeps, tant che, a eccezione dei primissimi anni del suo governo, com- Da Vitellio a Vespasiano Vitellio diventa cos pa- plicato da una rivolta delle popolazioni stanziate drone di Roma, ma il suo potere si basa sulla fe- lungo il Reno e dalla fase finale della rivolta giu- delt poco stabile di legioni pronte a rivendicare daica scoppiata sotto Nerone ( p. 224), Vespasia- privilegi per i servizi offerti, dunque su soldati sui no non si trova a dover affrontare particolari mi- quali non esercita un effettivo controllo. Soprat- nacce: la sua figura gode di un discreto prestigio tutto, il nuovo princeps non ha dalla sua parte le e gli episodi di dissenso legioni che agiscono sui confini pi strategici sono, nel complesso, as- dell impero: il fronte danubiano e l Oriente. Que- sai marginali; la repres- ste legioni decidono piuttosto di garantire il loro sione di uno di questi sostegno a Tito Flavio Vespasiano, un generale di origini sabine, proveniente da una famiglia equestre, che in quel momento si trova in Giudea per sedare una rivolta scoppiata nel 66 d.C. Acclamato imperatore grazie al supporto del porta per alla morte, nel 75 d.C., dello stoico Elvidio Prisco, genero di Tr sea Peto, a suo tempo vittima di Nero- prefetto d Egitto e del governatore di Siria, Vespa- ne. A giocare a favore di siano si muove subito verso Roma con una mano- Vespasiano nella stabi- vra a tenaglia: mentre con le sue truppe prende il lizzazione del principato Busto di Vespasiano. 223