DAI FLAVI A CARACALLA parole che non muoiono Quintiliano Propositum potius amicum quam dictum perdendi Pectus est enim quod disertos facit et vis mentis «Il proposito di perdere un amico piuttosto che una battuta» « il cuore che rende eloquenti e la forza mentale» L espressione (Institutio oratoria VI, 3, 28), presente in forma diversa gi in Orazio (I secolo a.C.), critica chi preferisce perdere un amico piuttosto che rinunciare al gusto di una battuta. La stessa idea era nota al mondo greco (nell Etica Nicomachea di Aristotele) e, nel mondo latino, al poeta arcaico Ennio. Ancora oggi esistono equivalenti di questo motto nelle lingue moderne occidentali (per esempio l italiano Meglio perdere l amico che un bel detto ). L espressione (Institutio oratoria X, 7, 15) riflette la diffusa idea di una contrapposizione tra un oratoria vacua, prodotta dalla bocca, e un oratoria profonda, che viene dal cuore, collegata alla concezione del cuore e della bocca come sedi, rispettivamente, di profondit e superficialit , cui si aggiunge l importanza della saldezza mentale, fondamentale per l oratore. Questa idea attraversa la storia dell eloquenza e non manca in letteratura: tra le riprese moderne ne ricordiamo una nel Faust di Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832). Mendacem memorem esse oportere «Il bugiardo deve avere memoria» questo un detto popolare che Quintiliano impiega in ambito letterario (Institutio oratoria IV, 2, 91) per sottolineare l importanza della memoria per l oratore, che non deve perdere il filo dei propri artifici retorici, soprattutto quando sono mendaci. L espressione ha enorme e costante fortuna dall antichit all Et moderna, nella quale si ricorda Il bugiardo di Pierre Corneille (1606-1684), e fino ai giorni nostri. Satura quidem tota nostra est «La satira infatti tutta nostra» Ecco una delle espressioni pi famose di Quintiliano critico letterario (Institutio oratoria X, 1, 93). Con essa l autore afferma la paternit romana del genere della satira: la rivendicazione non scontata, se si pensa a quanto la letteratura latina sia spesso considerata debitrice di quella greca per generi, stili e temi. Nonostante le interpretazioni degli studiosi siano oggi pi articolate, l espressione di Quintiliano viene ancora citata per introdurre lo studio del genere satirico a Roma: un autore cos attento al tema dell istruzione diventato egli stesso un autorit nell apprendimento. Ritratto di Quintiliano, incisione di tienne Jehandier Desrochers, XVIII sec. 314