PERCORSO TEMATICO Il riconoscimento sociale degli insegnanti Un altra questione che attraversa immutata i secoli quella del riconoscimento economico e sociale degli insegnanti, che vedono spesso poco valorizzato, duemila anni fa come oggi, un lavoro che , in effetti, di estrema importanza. Una delle pi celebri proteste antiche contro tale situazione quella pronunciata da Giovenale nel finale della settima satira, dove lo scarso compenso economico contrapposto al grande impegno richiesto al maestro di scuola. Una riflessione recente, in forma narrativa, sul ruolo dell insegnante e su come la sua figura venga percepita dalla comunit si trova invece nel romanzo Stoner di John Williams. T5 Il punto di vista del maestro Giovenale Satire 7, 215-243 Nel finale della settima satira, Giovenale disegna un quadro molto concreto della vita del maestro di grammatica. Il suo stipendio inadeguato al lavoro che si pretende da lui e, anzi, ulteriormente diminuito dalle percentuali trattenute da varie figure di intermediari. Un ulteriore difficolt costituita dai genitori, che pretendono di poter interrogare il maestro all improvviso, anche fuori dalla scuola, per verificare la sua preparazione in ogni ambito del sapere. Non solo: ci si aspetta anche che egli svolga una funzione quasi paterna nei confronti dei suoi studenti. Insomma, al maestro si richiede di sapere tutto, di essere ben pi che un insegnante per gli alunni e per giunta di accontentarsi di uno stipendio misero. 215 Chi porta nelle tasche di Celado1 e del dotto Palemone2 ci che il lavoro del grammatico3 si meritato? E comunque da questa somma, qualunque essa sia (ma sempre meno del compenso del retore), strapper per primo un morso l insensibile custode del discepolo,4 e poi ne stacca un pezzo per s anche 220 il cassiere.5 Lascia fare, Palemone, e sopporta che si detragga qualcosa dal tuo compenso, non diversamente da chi per strada vende una coperta invernale e un lenzuolo bianco, purch non vada perduto l esserti seduto a lavorare fin dal cuore della notte, quando non vi si siederebbe nessun fabbro, nessuno 225 di quelli che insegnano a cardare la lana col ferro ricurvo, purch non vada perduto l aver respirato il puzzo di tante lucerne quanti erano i fanciulli in piedi, quando ormai era tutto di un altro colore Flacco, e la fuliggine si appiccicava all annerito Marone.6 E tuttavia difficile che un onorario non abbia bisogno 1. Celado: non sappiamo molto su di lui, tranne che doveva essere un grammatico di grande fama. 2. dotto Palemone: Remmio Palemone, vissuto nel I secolo d.C., fu uno dei pi famosi grammatici dell et imperiale. 3. grammatico: il grammaticus insegnava al secondo livello dell istruzione romana (il primo e pi basso era affidato al litterator). Al terzo e pi alto livello di 352 istruzione, c rhetor, che fornir le competenze nella retorica e nell eloquenza. 4. custode del discepolo: il pedagogo, uno schiavo con il compito di portare il ragazzo alla scuola del grammaticus. definito insensibile perch non si cura della difficile situazione del maestro e gli sottrae comunque una parte del compenso. 5. cassiere: anche il cassiere uno schiavo, ed lui a prelevare materialmente dal- le finanze del padrone il denaro destinato a costituire lo stipendio del maestro. Da questa somma trattiene una parte per s . 6. Flacco Marone: sono Orazio e Virgilio, al tempo di Giovenale diventati ormai due classici della letteratura latina. L annerimento potrebbe riguardare i libri di testo degli alunni, su cui essi studiavano i versi delle loro opere, oppure i busti dei due poeti presenti nell aula.