DAI FLAVI A CARACALLA Vecchie e nuove influenze Questo stile eccezionalmente ricco, complesso e originale riesce a mescolare con prodigiosa abilit le influenze pi disparate: cos il modello di Sallustio, di gran lunga il pi rilevante per Tacito, viene attentamente purificato da alcuni eccessi come i troppo numerosi arcaismi; e il ricorso alla sententia a effetto, uno degli strumenti retorici pi impiegati (e abusati) dal nuovo stile senecano ( p. 73), ancora frequente nell Agricola e nella Germania, viene progressivamente ridotto e rifunzionalizzato nelle due opere maggiori e in particolare negli Annales, dove le poche sententiae epigrammatiche sono riservate a momenti di particolare solennit ( questo il caso, per esempio, dei primi tre libri, ciascuno dei quali si chiude con una frase a effetto). Il lessico La scelta del lessico non meno accurata: Tacito ricorre a un vocabolario elevato, venato di coloriture poetiche ben riconoscibile non solo l influsso del gi classico Virgilio, ma anche del nuovo Lucano, specialmente nelle Historiae e talvolta incline al neologismo. Egli rifugge invece i termini tecnici appartenenti ad altri registri stilistici, considerati inadatti a un opera storica (celebre la sua definizione delle zappe come per quae egeritur humus aut exciditur caespes, gli strumenti attraverso i quali si scava la terra o si scinde la zolla , Annales I, 65, 7), e i grecismi, seguendo per in questo caso una tendenza comune a tutta la storiografia latina. Va tuttavia sottolineato che la produzione di Tacito, vista nel suo complesso, rivela una costante evoluzione e una continua ricerca della misura pi adatta alla materia trattata, ricerca che ben riconoscibile ancora negli ultimi libri degli Annales; e nes- suna etichetta stilistica pu dare pienamente conto della ricchezza dei suoi risultati, che riesce ancora a sorprendere il lettore a ogni pagina. 4. La fortuna L oblio medievale Le ultime testimonianze dirette della conoscenza di Tacito intorno alla fine del mondo antico ci giungono da autori del V secolo d.C.; da quel momento in poi Tacito sembra cadere in un oblio pressoch totale, e la sua lettura pu essere soltanto ipotizzata sulla base di indizi indiretti. Questo oblio dura praticamente per tutto il Medioevo; unica eccezione la copia di quei manoscritti che ancora oggi rappresentano le nostre uniche fonti di- rette delle sue opere, come i due codici conservati presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze ( Mediceo primo e Mediceo secondo ) che contengono rispettivamente i libri 1-6 degli Annales e i libri 11-16 degli Annales pi la porzione superstite delle Historiae. proprio il Mediceo secondo a essere riscoperto per primo nel decennio 1360-1370, per merito di Giovanni Boccaccio o pi probabilmente dello scrittore Zanobi da Strada. Pagina del codice Mediceo secondo contenente il capitolo 44 del libro XV degli Annales di Tacito. 412