DAI FLAVI A CARACALLA 3. Lo stile STILE La lingua di Apuleio versatile: dall efficacia retorica dell Apolog a passa alla riproduzione del parlato quotidiano nelle Metamorfosi Il latino di Apuleio e i riferimenti intertestuali permettono di avere uno sguardo sulla realt quotidiana del mondo antico Un maestro della comunicazione La lingua di Apuleio una lingua multiforme giacch egli padroneggia le tecniche della comunicazione e sa piegare il proprio stile a ogni occasione, adattando nel modo pi opportuno la parola al contesto. Se un opera come l Apolog a colpisce il lettore per la ricchezza lessicale e per l efficacia retorica, riuscendo a combinare di volta in volta termini ricercati e citazioni colte con espressioni di grande effetto, le Metamorfosi hanno uno stile pi vicino al parlare quotidiano, poich intendono presentare il resoconto che Lucio fa delle proprie vicissitudini. Il romanzo, infatti, costruito attorno al tacito patto fra autore e lettore che la storia sia narrata in prima persona dal protagonista. La lingua adoperata, pertanto, si sviluppa senza particolari variazioni di registro, mantenendosi su di un livello comune che per non mai banale; anzi, essa spesso lascia spazio a preziosismi linguistici che contribuiscono a rinsaldare l empatia fra lettore colto e narratore. Una finestra sul mondo antico Purtroppo, gran parte del contesto culturale e letterario in cui si inserisce l opera di Apuleio per noi irrimediabilmente perduto, e in tal modo viene meno la possibilit di ricostruire l ampia rete di riferimenti intertestuali che senza dubbio ne innervano le pagine. Ciononostante, si riesce a cogliere, qua e l , la presenza latente di una realt che fa capolino attraverso espressioni idiomatiche, probabili riferimenti letterari, accenni a gusti, usi e costumi di un mondo che solo superficialmente stato conservato dai testi sopravvissuti al grande naufragio della letteratura antica. Un esempio di questa vivace presa diretta sulla realt quotidiana del mondo antico nel testo che presentiamo in apertura della sezione antologica ( T1), nel quale si incontrano frasi come questa: «Ho visto che poco fa certuni a stento trattenevano le risate, mentre l avvocato si scagliava con tutta furia contro la nettezza dei denti e pronunciava la parola dentifricio con lo sdegno che nessuno metterebbe nel dire veleno » (Apolog a, 7, trad. G. Augello). Lontano dagli autori classici della tradizione, l uso della lingua da parte di Apuleio ci mostra un latino che si discosta dalle formalizza zioni stilistiche per aprirsi alla realt quotidiana e alla sua vivida rappresentazione. 4. La fortuna Il Medioevo Durante il Medioevo, come gi nell antichit , Apuleio ha fama di mago. Ma, parallelamente a questo aspetto, fortemente osteggiato dal cristianesimo, si sviluppano, a partire dai Mythologiarum libri del grammatico e mitografo Fulgenzio, vissuto tra il V e il VI secolo d.C., interpretazioni allegoriche della favola di Amore e Psiche, che viene letta, viceversa, in chiave cristiana come allegoria dell incontro tra l Anima e il Desiderio. Pi tardi (a partire dall et umanistica) l influenza delle Metamorfosi conosce una nuova fortuna dopo che di quest opera si erano perse le tracce. Nel XIV secolo ne rimane una sola copia manoscritta, in un codice conservato oggi alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, riscoperta da Giovanni Boccaccio (1313-1375), che ne fa una trascrizione e che ripropone nel Decameron gli elementi di alcune novelle. 508