Il contesto storico Dal Tardoantico al Medioevo Le nuove religioni Secondo la religione romana tradizionale, ogni aspetto della realt si trova sotto la protezione di una particolare divinit : in origine, infatti, essa ha un carattere fortemente animistico, ossia attribuisce propriet spirituali a determinati elementi, oggetti o qualit fisiche. Col tempo, anche attraverso il contatto con popolazioni differenti, fanno il proprio ingresso nel pantheon romano nuove divinit , che vanno ad aggiungersi e spesso ad assimilarsi alle precedenti. Durante l et augustea per esempio si favorisce il culto dei Lares, gli d i protettori della famiglia, e si associa a essi la figura dell imperatore, quasi fosse il capofamiglia di tutti i Romani. Questa trasformazione avviene in maniera pi radicale in Oriente, dove l imperatore diventa oggetto di un vero e proprio culto. A partire dal II secolo a.C. cominciano a diffondersi a Roma dei culti religiosi dal carattere misterico, ossia riservati ai soli iniziati. Molti di questi culti, di origine greco-orientale, sono caratterizzati dalla credenza in una vita ultraterrena, e sono diffusi innanzitutto fra i non Romani e i cittadini appartenenti ai ceti pi poveri, che possono cos soddisfare il loro desiderio di riscatto sociale, sia pur nell aldil . Tali culti hanno una prospettiva tendenzialmente monoteistica, anche in virt dell influenza esercitata dalla diffusione, a partire dall et ellenistica, del pensiero filosofico: le sue varie correnti (lo stoicismo, Da Aureliano ai sovrani illirici Nonostante le cir costanze disperate, Aureliano riesce a riconquista re i territori perduti e a rafforzare le difese, nello stesso tempo realizzando una riforma monetaria finalizzata a contrastare una importante svaluta zione del denaro verificatasi sotto Gallieno. Il suo principato va ricordato per il rinnovato interesse per Roma, che porta alla distribuzione periodica di cibo ai pi poveri e alla costruzione di una nuova cerchia muraria, le mura Aureliane, segno tangi bile dei nuovi tempi: nemmeno Roma, la capitale, pu considerarsi al sicuro. Dal 275 d.C., anno in cui Aureliano muore in una congiura, fino al 284 d.C. si succedono al potere diversi militari di carrie ra, Tacito, Floriano, Probo, Caro, Carino, Nume- riano, imperatori detti illirici perch come lo stesso Aureliano tutti provenienti dall Illirico. Rilievo policromo nel mitreo sotto la basilica di Santo Stefano a Roma, centro di culto dei seguaci del mitraismo, una delle religioni misteriche pi diffuse nell impero nel III secolo d.C. l epicureismo, il neoplatonismo) affermano infatti, bench in forme diverse, l importanza dell etica, la struttura armonica e regolare dell universo, l esistenza di un principio divino unico comune a tutto. Quando, in seguito alle trasformazioni che interessano l impero, la figura del sovrano conosce un evoluzione in senso monarchico, la promozione del culto imperiale si lega a tali forme monoteistiche, spesso favorendone la diffusione e adottandole: considerare l imperatore il tramite fra l uomo e il divino, infatti, permette di consolidare l autorit imperiale e contribuisce a mantenere compatto l impero. 3. Un nuovo inizio La fragilit dell impero All inizio del IV secolo, la de bolezza dell impero romano deriva dalla sua strut tura, essendo composto da territori culturalmente molto diversi tenuti insieme attraverso un ammini- strazione eccessivamente centralizzata. Al verti ce del sistema vi l imperatore, ma la sua autorit risiede nel consenso che riesce a riscuotere dalle varie componenti della societ , in particolare la nobilt e l esercito: il suo potere, dunque, dipende innanzitutto dal suo prestigio, e non sempre il so vrano in grado di assicurarselo. La tetrarchia In tale contesto si deve a un al tro imperatore illirico quello che pu essere considerato un nuovo inizio nella storia di Roma: con 553