Il contesto letterario Una letteratura tra due mondi 1. Il contesto culturale Secoli di trasformazione Il III secolo d.C. per molti versi un periodo di crisi e di frattura con il passato, tanto da essere stato definito come un et dell angoscia dal filologo e antropologo Eric Dodds (1893-1979). Se, infatti, con la morte dell imperato- re Commodo (192 d.C.) e l anarchia militare, terminano la stabilit politica e la vitalit culturale, con Costantino e la creazione di una nuova capitale a Oriente, Costantinopoli (330 d.C.), viene meno la centralit del concetto stesso di romanit e latinit . Infine, dalla perdita di sicurezza delle frontiere e dai primi tentativi di contenimento delle popolazioni barbariche si passa progressivamente a un contatto sempre pi stretto con queste, fino alla presenza nel IV secolo d.C. di grandi generali barbari al servizio dell impero. Inoltre, dopo l accanita persecuzione dei cristiani che segna il III secolo d.C., nel IV il cristianesimo viene imposto come religione di Stato. Quest ultimo il seco- lo delle grandi contese dottrinarie, in particolare per quanto riguarda l interpre- tazione dei testi sacri, con un conseguente incremento di speculazioni filosoficoteologiche attorno ai nodi della fede. Il IV secolo d.C. anche il secolo dei concili, dell affermazione del credo nice- no (stabilito dal concilio di Nicea, convocato da Costantino nel 325 d.C.) e della difficile lotta all arianesimo, l eresia che intacca il rapporto tra Chiesa e impero, rapporto che consolidato invece da uno dei Padri della Chiesa: Ambrogio, il vescovo di Milano, il quale stabilisce il principio per cui l imperatore non doveva essere considerato al di sopra della Chiesa, bens all interno di essa, principio destinato a improntare su di s l intero programma religioso-politico della Chiesa medievale. Le correnti letterarie La letteratura cristiana inizia a dar vita ad alcune delle sue manifestazioni pi interessanti e innovative, quella pagana si presenta invece come una cultura estremamente dotta, ma in parte fossilizzata sulla ripetizione dei grandi classici del passato. Unica significativa eccezione risulta essere lo sviluppo di una nuova corrente fi- losofica, il neoplatonismo, il cui maggiore rappresentante, Plotino (ca 205-270 d.C.), vive e insegna anche a Roma, e nelle sue Enneadi delinea gli sviluppi della corrente lezione multimediale Plotino su scuola.edulia.it pi vitale di questa scuola filosofica, che unisce le dottrine platoniche, alle esperienze filosofiche greche (il pitagorismo, in particolare) a quelle religiose di et ellenistica: si tratta, di fatto, dell ultimo grande prodotto intellettuale del mondo greco-romano. Nel IV secolo d.C. il neoplatonismo diventa strada maestra per conversioni di autori dalla forte formazione culturale tradizionale. Un elemento caratteristico della produzione letteraria del IV secolo d.C. la sperimentazione, che trascende i generi e i contenuti delle opere. Si afferma cos il panegirico* in versi, introdotto da Claudio Claudiano, ma anche l utilizzo, sul fronte cristiano, con Ambrogio, della forma omiletica, cio esposizioni interpretative sotto forma di omelie, discorsi di lettura critica e commento ai passi delle Sacre Scritture. La sperimentazione si estende a forme di integrazione tra cristianesimo e paganesimo; Girolamo e Agostino, in particolare, elaborano una dottrina cristiana e una sua sintesi con la cultura profana: in un clima culturale ormai mutato, il cristianesimo si appropriato di diversi aspetti della cultura e della letteratura tradizionali riconvertendoli alle proprie esigenze. 569