DAL TARDOANTICO AL MEDIOEVO 2. La produzione letteraria Se nel III secolo d.C. la letteratura cristiana prosegue con sempre maggior intensit la sua opera di predicazione e di propaganda, mentre quella pagana produce opere di plus Paganesimo e cristianesimo su myDbook.it carattere erudito o compendiario, nel IV secolo d.C. la produzione pagana e quella cristiana, in prosa e in poesia, appaiono particolarmente fiorenti e senza una concreta contrapposizione. La letteratura pagana Nel III secolo d.C., in ambito pagano, la letteratura non presenta generi o autori di particolare spicco: in prosa prevalgono le opere di carattere tecnico o erudito e, rispetto alla letteratura cristiana, la produzione pagana in prosa si dimostra di mi- nore originalit . Nel IV secolo d.C., invece, sul versante pagano appare ottimamente rappresentata, con la prosa di Simmaco, l oratoria, soprattutto quella panegiristica, che proprio in questo secolo viene praticata massicciamente. Prosegue la produzione di letteratura erudita (Macrobio), mentre la storiografia produce una corposa opera, l Historia Augusta, accanto a un autore di rilievo come Ammiano Marcellino. La prosa LA STORIOGRAFIA Il compendio Nel III secolo d.C., oltre alla produzione in greco di autori come Cassio Dione Cocceiano, un genere molto in voga quello del compendio, il quale risponde a un gusto erudito antiquario. Ricordiamo in particolare Historiae Philippicae di Marco Giuniano Giustino, che riassumono i 44 libri dell opera di Pompeo Trogo, composta tra la fine del I secolo d.C. e l inizio del II, e incentrata sulla storia della Macedonia prima dell avvento di Alessandro Magno; e il Liber memorialis (cio un sussidiario) di Lucio Ampelio, un sunto di storia universale fondato principalmente sul modello liviano, composto nel III o forse nel IV secolo d.C. Il gusto del compendio prosegue nel IV secolo d.C., nel quale la storia in sintesi considerata idonea a fornire le conoscenze complessive utili alla formazione di individui poco edotti e attivi nell amministrazione e nella burocrazia imperiale. A questo periodo risalgono l elaborazione delle Peri chae ( Sommari ) dell opera di Tito Livio e dei riassunti dell opera di Valerio Massimo con l estrapolazione degli exempla (fi- gure e vicende esemplari) che potevano servire per le esercitazioni scolastiche (in particolare a opera di Giulio Paride e di Ianuario Nepoziano, il quale aggiunge anche estratti di testi di Cicerone). La Historia tripertita ( Storia divisa in tre ), suddivisa in tre parti, in sostanza una sorta di raccolta di tre breviari assemblati tra il 360 e il 395 d.C., ciascuno su una fase della storia di Roma: l Origo gentis Romanae (sulla primissima storia di Roma), un De viris illustribus e i Caesares (o Historiae abbreviatae, Storie in compendio ). Di quest ultimo testo conosciamo l autore: Aurelio Vittore (320-361 d.C.), il quale si rif al modello delle biografie svetoniane ( p. 295). Pi complesso ed elaborato il Breviarium ab Urbe condita in dieci libri, com- posto, dietro richiesta dell imperatore Valente, da Eutropio, che ricopr importanti incarichi politici sotto diversi imperatori. L opera lascia trapelare un atteggiamento filosenatorio e ha l obiettivo di fornire all imperatore committente un breve ma esaustivo racconto della storia di Roma, con un fine pedagogico. 570