L autore Seneca De brevitate vitae libro X La vita davvero breve come ci sembra? Nel De brevitate vitae, dedicato al suocero Paolino, prefetto dell annona (il funzionario preposto all approvvigionamento di grano), Seneca ricorre a efficaci metafore tratte dal campo economico, il pi vicino alle competenze del destinatario. Il tema, di inevitabile e perenne attualit , il buon uso del tempo; la datazione incerta. La tesi, la vita non breve se sai sfruttarla , viene dimostrata attraverso elenchi di occupazioni ridicole in cui sprechiamo le nostre giornate (per esempio facendoci rubare impunemente ore intere dall amante o dal parrucchiere T5) e incisive definizioni del tempo come bene preziosissimo. Esso ci inganna perch essendo in- corporeo non ci accorgiamo di perderlo; inoltre, una volta perduto non si recupera in alcun modo. Seneca esorta a cogliere il meglio da ogni istante, sfruttando anche il passato e il futuro ( p. 72). La lunghezza della vita dunque relativa: il saggio vive un esistenza perfetta e completa in ogni momento, perch non sente il bisogno di nulla; al contrario, ci sono vegliardi giunti a un et decrepita che si sono persi in occupazioni e beni che li distoglievano dalla riflessione su di s , tanto da non essere vissuti quasi per nulla. 3. I trattati I trattati si distinguono dai dialoghi per il carattere tecnico degli argomenti affron- tati: essi si occupano infatti di teoria politica (il De clementia), di teoria economico-sociale (il De beneficiis) e di scienza (meteorologia: le Naturales quaestiones). A livello formale, i trattati, come i dialoghi, hanno un destinatario, ma la figura dell interlocutore fittizio meno presente; inoltre, lo stile ( pp. 73-74) meno elaborato e articolato rispetto ai saggi filosofici. De clementia La virt pi importante del princeps In questo trattato di cui possediamo solo il primo e parte del secondo libro, dei tre di cui era originariamente composto Sene- ca espone il suo ideale politico, ispirato alla moderazione, all equit e, appunto, alla clemenza. dedicato a Nerone ed stato composto all inizio del suo regno (54 d.C.). Il filosofo vuole far comprendere al nuovo principe i doveri imposti dalla sua nuova condizione: regnare vuol dire vivere sotto gli occhi di tutti ed essere, di fatto, limitati nella libert personale, che pure appare teoricamente illimitata ( T7). L interdipendenza fra sovrano e sudditi viene illustrata, oltre che con gli esempi storici, anche con numerose immagini riprese dalla tradizione: per esempio, il sovra- lezione multimediale Seneca: i trattati, le tragedie e l Apokolok ntosis su scuola.edulia.it TRATTATI Sono tre opere di argomento tecnico Nel De clementia Seneca descrive il sovrano ideale Il De beneficiis dedicato ai benefici, intesi come aiuti economici Le Naturales quaestiones prendono in esame i fenomeni naturali al fine di contrastare i timori superstiziosi attraverso una spiegazione scientifica no viene presentato come l anima e lo Stato come il corpo , oppure paragonato al re delle api , considerate un esempio perfetto di societ strutturata (anticamente si credeva che a capo dell alveare ci fosse un esemplare maschio). La clemenza, massima virt da perseguire, non corrisponde al perdono o alla mise- ricordia, ma al giudizio equanime, che comporta il rifiuto della crudelt e la preferenza per punizioni blande, pi efficaci per ottenere l amore e la fedelt dei sudditi. Il rilievo assoluto dato a questa modalit di agire rappresenta una caratteristica unica del testo rispetto agli altri esempi appartenenti a questo genere letterario, che riportano un 59