L autore Agostino 4. La fortuna Il Medioevo Nel Medioevo l autorit di Agostino riconosciuta da tutti i maestri spi- rituali dell Europa cristiana, fino a Tommaso d Aquino (1225-1274), l altro massimo teologo del Medioevo cristiano, che pure si distanzia da lui per il richiamo alla filosofia aristotelica (e non a quella platonica e neoplatonica). Dante Alighieri (1265-1321) cita Agostino sia nella Divina Commedia (Paradiso X, 119-120 e XXXII, 35) sia nel Convivio; mentre Francesco Petrarca (1304-1374) lettore instancabile delle Confessiones, che porta sempre con s , e autore del dialogo intitolato De secreto conflictu curarum mearum (o Secretum), nel quale il personaggio di Agostino rappresenta il suo alter ego nella ricerca della redenzione. L Et moderna La riflessione agostiniana sulla predestinazione alla base del pen- siero di Martin Lutero (Martin Luther, 1483-1546), monaco agostiniano poi iniziatore della Riforma protestante. Lutero ha con Erasmo da Rotterdam (1466/1469-1536) una disputa sull alternativa tra libero arbitrio e predestinazione delle anime che riproduce quella che aveva opposto Agostino (sostenitore della predestinazione) e Pelagio (sostenitore del libero arbitrio). Grande ammiratore del filosofo anche Giovanni Calvino (Jean Calvin, 1509-1564), il fondatore della confessione protestante del calvinismo, che dedica un anno e mezzo allo studio del De civitate Dei. Il genere introspettivo inaugurato dalle Confessiones costituisce il modello per molti scrittori e pensatori che, soprattutto in Francia, dedicano intere opere alla meditazione esistenziale. Tra questi vi Michel de Montaigne (1533-1592), che nei Sag- gi (1580-1595), affrontando i pi diversi argomenti, parla soprattutto di s stesso, in una prospettiva ormai interamente morale (e non pi , come in Agostino e in Petrarca, spirituale). Blaise Pascal (1623-1662), nei Pensieri (1670), i frammenti di quella che avrebbe dovuto essere una grande opera apologetica (non realizzata per la morte prematura), pone invece al centro del suo discorso la prospettiva religiosa, incentrata sul tema della miseria e della grandezza dell essere umano. Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), infine, scrive con le Confessioni (1781-1788, in quattro volumi) un opera direttamente ispirata al modello agostiniano ( p. 618). Ottocento e Novecento L influenza dell introspezione agostiniana e della riflessione sul tempo si rivela particolarmente significativa per i movimenti filosofici novecenteschi: la filosofa tedesca-statunitense Hannah Arendt (1906-1975) gli dedica la sua tesi di laurea (1929); il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein (1889-1951) richiama esplicitamente Agostino premettendo alle sue Ricerche filosofiche (1953) una lunga citazione sull apprendimento del linguaggio tratta dalle Confessiones (I, 8); il filosofo francese Jacques Derrida (1930-2004) pubblica nel 1991 uno scritto autobiografico intitolato Circonfession ( confessione / circoncisione , con riferimento alle sue origini ebraiche) e ispirato alle Confessiones agostiniane. Innumerevoli sono i poeti e i romanzieri che nell Otto e nel Novecento sono stati ispirati dalle Confessiones. Due casi emblematici sono quello del poeta Paul Verlaine (1844-1896), a cui si devono delle Confessions (1895) in prosa, che si chiudono con una doppia citazione di Agostino e Rousseau; e quello di Marcel Proust (1871-1922), autore del ciclo di sette romanzi Alla ricerca del tempo perduto (1913-1927) che con- divide con le Confessiones sia l impianto autobiografico e fortemente introspettivo, sia la centralit della riflessione sul tempo ( p. 627). 609