Il contesto storico L et giulio-claudia Caligola rimane al potere per appena quat- Busto di Caligola, XVII sec. Modena, Palazzina dei Giardini Ducali. tro anni, finendo assassinato in una congiura nel 41 a.C. In questo lasso di tempo si comporta in ma- niera estremamente dispotica, eliminando senza il minimo scrupolo le personalit che considera pericolose e celebrando con ogni mezzo s stesso e la propria famiglia (per esempio, pretende che tutti si inginocchino al suo cospetto). Il principato di Caligola consente senza dubbio di osservare la debolezza pi grave del nuovo sistema imperiale, cio la possibilit che giunga al potere un princeps privo di effettive capacit di governo, sostenuto esclusivamente dal prestigio della propria casata. 4. Claudio Ritorno alla normalit Assassinato Caligola, il po tere passa a suo zio Tiberio Claudio Druso (41-54 d.C.), fratello di suo padre Germanico. Nonostante Claudio sia sempre rimasto ai margini della vita politica, riesce a ottenere il potere grazie all appoggio fondamentale dei pretoriani, che lo accla- mano imperator e di fatto obbligano il Senato ad accettare tale scelta. I suoi anni di governo si caratterizzano per un oculata amministrazione della res publica, e in particolare per l introduzione, sia pur in forma embrionale, di un apparato burocratico. In particolare, si costituiscono degli uffici che hanno la responsabilit di curare gli affari finanziari, la corrispondenza, i procedimenti legali, la gestione degli archivi; questi incarichi vengono attribuiti a dei liberti, che acquisiscono un immenso potere. Opere pubbliche e letterarie Le iniziative di Claudio interessano anche altri aspetti: egli molto attivo dal punto di vista delle opere pubbliche; si preoccupa delle province e dell integrazione delle popolazioni locali, riorganizzando i territori sottoposti a Roma e concedendo la cittadinanza alle comunit pi integrate; riavvia una politica espansionista, inviando i suoi comandanti su vari fronti, come quello della Britannia, la cui parte meridionale diventa provincia nel 43 d.C. Di Claudio vanno ricordati inoltre gli interessi letterari: appassionato studioso, scrive varie opere, per lo pi di interesse storico (ma anche un trattato sulla lingua latina), di cui non rimasto praticamente nulla, se non riferimenti e citazioni da parte di au- tori di et successiva. Claudio cerca anche di riformare l alfabeto introducendo tre nuove lettere da lui ideate, che per non hanno successo e cadono in disuso con la sua morte. Durante gli anni del principato, Claudio si trova a dover affrontare diversi momenti difficili. Un primo tentativo di spodestarlo si registra gi nel 42 a.C., ma viene soffocato nel sangue. In quello stesso anno, sua moglie Valeria Messalina riesce a eliminare con varie modalit una serie di opposito- ri interni, alcuni dei quali appartengono alla famiglia del princeps; l epurazione colpisce anche degli intellettuali, e tra questi l allora giovane Lucio Anneo Seneca, condannato all esilio in Corsica e richiamato soltanto nel 49 d.C. ( p. 51). Donna assai ambiziosa, Messalina probabilmente si spinge troppo oltre con le sue trame: nel 48 d.C. Claudio, ritenendola una minaccia, la fa condannare a morte assieme a diversi esponenti della corte. L anno successivo il princeps sposa Giulia Agrippina, so- rella di Caligola. Nonostante Claudio abbia gi un figlio, Tiberio Claudio Cesare Britannico, Agrippina lo induce ad adottare Lucio Domizio Enobarbo, figlio da lei avuto in un precedente matrimonio, che prende il nome di Nerone Claudio Cesare. Quando Claudio muore, nel 54 d.C., molti nutrono il sospetto che sia caduto vittima di un complotto ordito proprio dalla moglie. 7