L autore Seneca 10. La fortuna La figura dell autore La fortuna di Seneca nei secoli spesso imperniata sulla rispo- sta a una questione cruciale: Seneca era un ipocrita? Ricchissimo, ma amante della sobriet ; potentissimo, ma difensore della vita ritirata; banditore della coerenza fra parole e vita, ma capace di bieca adulazione In molti, dall antichit all et contem- poranea, lo condannano per questo: tale atteggiamento critico emerge, per esempio, nell Illuminismo, mentre in altre epoche come il Seicento e buona parte del Novecento Seneca celebrato come eroico oppositore e martire della tirannide, e soprattutto come insuperabile maestro di vita. Le tragedie Dopo i primi riadattamenti in et rinascimentale, le tragedie vengono apprezzate dal teatro elisabettiano: in particolare William Shakespeare (1564-1616) ne riprende tratti caratteristici come i toni macabri, l apparizione delle ombre dei morti sulla scena, i deliri, le sentenze e intere scene. Seneca tragico vive poi un periodo di massima gloria nel Seicento francese, con Pierre Corneille (Medea, 1635; dipo, 1659) e Jean Racine (La Tebaide o i fratelli nemici, 1664; Fedra, 1677), e in Italia fra Sette e Ottocento, con Alfieri (1749-1803) e Foscolo (1778-1827, autore di un Tieste). In anni pi recenti, le tragedie senecane pi celebri, in particolare dipo e Medea, hanno ricevuto numerose riscritture in chiave psicoanalitica e femminista: celebre il romanzo Medea. Voci della scrittrice tedesca Christa Wolf (1929-2011 p. 149). I Dialoghi e le epistole Grazie al rilievo dato al concetto di provvidenza e alla valoriz- zazione dell anima rispetto al corpo, i Dialoghi e le epistole di Seneca hanno grande successo in ambiente cristiano. notevole l interesse per Seneca del teologo e filosofo Erasmo da Rotterdam (1467-1536), ma in generale la fortuna di queste opere culmina fra Cinquecento e Seicento, con una vera e propria corrente filosofica, il neostoicismo, che si ispira a esse e alla quale appartiene, fra gli altri, il filosofo francese Michel de Montaigne (1533-1592). La riscoperta nel Novecento Dopo le critiche degli illuministi l interesse per Seneca filosofo rinasce nel Novecento: il filosofo Henri Bergson (1859-1941), gi nel saggio Materia e memoria espone una concezione del tempo quantitativo opposto a quello qualitativo affine a quella senecana, mentre una celebre citazione dalle Epistole si trova in Essere e tempo del filosofo tedesco Martin Heidegger (1889-1976). La fortuna di Seneca conosce un impennata improvvisa negli anni Novanta, com- plici la fama internazionale del saggio di Michel Foucault (1926-1984) La cura di s , che si sofferma non poco su Seneca, e il bimillenario della sua nascita. Seneca per il grande pubblico Negli ultimi anni non sono mancate le raccolte di sentenze. Un esempio significativo il libretto Seneca per i manager, curato da Georg Schoeck nel 1992: una scelta di frasi, prevalentemente tratte dal De brevitate vitae, che forniscono consigli sulla gestione dei patrimoni e delle aziende. Nel 1999 Luciano De Crescenzo (1928-2019), fine divulgatore della cultura e del- la filosofia antica, con Il tempo e la felicit offre una rilettura del De brevitate vitae accessibile al grande pubblico. Di taglio pi specialistico e filosofico il saggio di Ivano Dionigi Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi (2018), una sorta di scelta antologica tratta dai due autori sui grandi temi che turbano l essere umano, primo fra tutti la paura della morte. 75