• gli Uccelli migratori, o Wandervögel, in Germania, ispirati ai principi pedagogici di Gustav Wyneken (1875-1964). Questo movimento, oltre a valorizzare la libertà dei giovani in contrapposizione alla sottomissione e alla disciplina imposta dagli adulti, si basava anch'esso sul contatto diretto con la natura, sperimentato mediante gite ed escursioni di gruppo, ma ancora più accentuati erano il rifiuto dei valori borghesi e dell'artificiosità della vita cittadina e la ricerca di legami comunitari alternativi. Questi fermenti di protesta, purtroppo, non confluirono in esperienze autentiche di liberazione, ma divennero, al contrario, un contesto fertile per le strumentalizzazioni del nazismo.
Mappa concettuale. Le diverse scuole nuove sono accumunate dalla centralità del bambino e della bambina; dalla preminenza della dimensione esperienziale, concreta e operativa dell’educazione; dall’attenzione all’ambiente di apprendimento.

1.2 IN ITALIA: ROSA E CAROLINA AGAZZI

Anche nel nostro paese, a cavallo tra Ottocento e Novecento, nascono diverse "scuole nuove" o scuole serene, a opera di Giuseppina Pizzigoni (1870-1947), Maria Boschetti Alberti (1879-1951), Alice Franchetti (1874-1911) e le due sorelle Rosa e Carolina Agazzi (1866-1951 e 1870-1945). A Mompiano (un quartiere di Brescia), nel 1895, queste ultime danno vita a un'esperienza educativa rivolta all'infanzia che eserciterà una profonda influenza fino ai nostri giorni. La chiamano "scuola materna", perché sono convinte che debba situarsi in continuità e in sintonia con il mondo familiare. Ogni giorno vi si compiono esercizi di vita pratica, attraverso i quali i bambini imparano a vestirsi, lavarsi, preparare la tavola, rassettare, coltivare le aiuole di un giardino e così via. Le attività didattiche, dunque, sono in stretta sintonia con i vissuti degli educandi, radicate nel loro contesto naturale e sociale.

radici delle parole

scuola serena: con questa espressione, il pedagogista Giuseppe Lombardo Radice descrive una scuola fondata sull'incontro tra il maestro, che deve creare le condizioni per un lavoro intenso e tranquillo, e i bambini, che hanno la possibilità di esprimere spontaneamente le loro inclinazioni, in un clima familiare e gratificante. L'autore, inoltre, si riferisce a una serie di esperienze concrete, tra cui la scuola aperta nel 1925 ad Agno, nel Canton Ticino, dalla maestra Maria Boschetti Alberti, che è tuttora conosciuta con questo appellativo.