In sintesi, gli arapesh apprezzavano attributi che all'epoca di Mead (o anche oggi?) erano ritenuti "femminili"; presso i mundugumor erano invece prevalenti i caratteri "maschili"; infine, presso i ciambuli le qualità maschili e femminili erano invertite rispetto a quanto accadeva nel mondo occidentale. Mead ne dedusse che le identità femminile e maschile non sono naturali, immutabili e universali, ma sono influenzate dalla cultura e vengono trasmesse attraverso l'educazione, mediante prescrizioni, divieti e sollecitazioni, espressi in modo più o meno esplicito, che ciascun individuo riceve fin dalla nascita. In particolare, la ricerca di Mead ha avuto il merito di evidenziare la distinzione tra sesso – il patrimonio genetico, fisico e anatomico che rende un individuo maschio o femmina – e genere.