L'approccio di Rosa e Carolina godette del sostegno di pedagogisti e politici del loro tempo, primo fra tutti Giuseppe Lombardo Radice | vedi UNITÀ 3, p. 85 |, che lo preferiva a quello di Maria Montessori. È stato però bersaglio anche di alcune critiche, che per esempio ne hanno evidenziato la mancanza di sistematicità. D'altra parte, questa non fu mai una pretesa delle due educatrici, che si ispirarono a riferimenti diversi, riformulandoli per i propri scopi e al servizio di principi educativi che puntavano alla realizzazione integrale dei bambini.
