Il femminismo, perciò, deve rendere onore al lavoro delle madri, pur contestando la convinzione sessista secondo cui le donne sono naturalmente portate a occuparsi della famiglia e dell'ambiente domestico; deve inoltre rivivificare la dimensione politica dell'insegnamento come una pratica orientata alla libertà. Le insegnanti delle scuole per neri, infatti, attribuivano alla loro professione una grande valenza politica e la vivevano come una missione, nella consapevolezza che ne andava del futuro degli studenti. In termini più generali, l'analisi dell'autrice è volta a mostrare che la marginalità è qualcosa «di più che un semplice luogo di privazione. […] È un luogo di radicale possibilità, uno spazio di resistenza».
Nell'indicare e praticare questa scelta, bell hooks esplicita i suoi riferimenti politico-teorici: il pensiero femminista, il pensiero afroamericano, ma anche la pedagogia di Paulo Freire. Pur muovendo a Freire una serie di critiche | vedi APPROFONDIAMO |, a partire dall'uso di un linguaggio maschile nei suoi scritti, riconosce che i suoi testi le hanno offerto un lessico politico per comprendere il processo in cui era coinvolta e per inserire la politica del razzismo americano in un contesto più ampio, all'interno del quale si sente legata a tutti coloro che combattono contro il colonialismo. A Freire l'autrice si ispira nella sua pratica docente per rendere la classe una comunità, fondata sul riconoscimento reciproco tra insegnante e studenti.

T2
bell hooks,
Feminism in the classroom
p. 270

APPROFONDIAMO – L’OPPRESSIONE

Il concetto di oppressione è centrale nella pedagogia freiriana ed è stato spesso ripreso, messo in discussione e ampliato.
Bell hooks e altre pensatrici femministe, tra cui Kathleen Weiler, hanno criticato la netta distinzione tra oppressori e oppressi presente nelle prime opere di Freire, sottolineando la possibilità di assumere entrambe le posizioni in maniera simultanea e contraddittoria. Per esempio, è possibile che un uomo oppresso da condizioni di lavoro ingiuste sia a sua volta oppressivo e violento nei confronti della moglie; oppure che cittadini vittime di un sistema politico corrotto rifiutino di accogliere uomini e donne in fuga da situazioni di conflitto.
La filosofa Maria Giovanna Piano, inoltre, ha messo in luce i rischi della parola "oppressione", quando viene trasformata in una categoria rigida e in una qualità fissa, in base alla quale vengono definiti e omologati soggetti differenti.

ESPERIENZE ATTIVE – Soltanto parole

Nel corso della cerimonia per il conferimento del premio cinematografico David di Donatello, edizione 2018, l'attrice Paola Cortellesi (n. 1973) ha recitato un monologo per mettere in luce le tracce di sessismo presenti nella lingua italiana. Il video è disponibile in Internet: guardalo, riflettici su e poi discutine in classe con i tuoi compagni e le tue compagne.

Ritratto fotografico di Paola Cortellesi. L’attrice è inquadrata in primo piano, con lo sguardo rivolto verso l’obiettivo. Ha i capelli raccolti, trucco marcato sugli occhi e rossetto rosso. Lo sfondo è scuro con elementi grafici sfocati.