Animati da una comune intenzione rinnovatrice, i Freinet danno vita alla pedagogia popolare, che può essere sintetizzata nel progetto di una scuola "del" popolo "per" il popolo. La pedagogia popolare introduce una rottura profonda, sia politica sia epistemologica, rispetto alla costruzione del sapere e la traduce in un progetto concreto di autoemancipazione delle categorie sociali più povere che si esplica attraverso un'azione educativa legata a situazioni concrete e all'ambiente di vita degli educandi.
I coniugi Freinet denunciano lo sfruttamento dei lavoratori e credono in un lavoro qualificato, di tipo cooperativo, non assoggettato all'ordine capitalista. Fondando nel 1928 la Cooperativa dell'insegnamento laico (Cel), si battono per una scuola di qualità per tutti, fornita di materiali e di tecniche adeguati ai bisogni di ciascuno, indipendentemente dalle diversità d'intelligenza, di classe sociale, di carattere.
La loro pedagogia si fonda su "un'educazione del fare" (la stamperia a scuola, come vedremo, ne è un esempio), associata al legame con la natura, al modello del lavoro contadino e ai valori dell'imparare a imparare in modo cooperativo. Il fine ultimo dell'educazione è «far sbocciare la vita», liberare l'espressività di ogni alunno, orientarlo al lavoro del pensare e del fare all'interno di una comunità scolastica che si interessa alla dimensione sociale del villaggio, della nazione e, infine, del mondo. La persona adulta, infatti, sarà aperta alla socialità e alla solidarietà, se da piccola avrà imparato a costruire il sapere in forma cooperativa. I bambini, ma anche le donne e gli uomini cui i Freinet guardano, sono sperimentatori lungo tutto il corso della vita, liberi da sottomissioni culturali e sociali, capaci di sottrarsi alle strumentalizzazioni e al dominio delle classi che detengono il potere. Sono "rivoluzionari", in quanto sanno mettere in discussione il regime capitalista e sono in grado di costruire una cultura nuova, la cultura del popolo.


epistemologica: che attiene all'epistemologia, l'indagine critica intorno ai metodi di osservazione, di sperimentazione e inferenza delle scienze, e quindi al modo in cui le persone costruiscono la conoscenza.


per IMMAGINI – Élise Freinet

La vita dei coniugi Freinet è strettamente collegata alla vita della scuola, delle associazioni e dei movimenti cui insieme danno vita. Donna dalla personalità forte, Élise condivide con il marito i momenti di gioia, di invenzione e di fatica, sostenendolo e incoraggiandolo nello sviluppo di una pedagogia "rivoluzionaria". Spesso è lei stessa che conduce la classe e le sperimentazioni pedagogiche quando Célestin è assente, come appunto mostra la scena ritratta nella foto. Élise è una presenza importante nella costruzione del pensiero pedagogico freinetiano, alla quale contribuisce ideando l'approccio da lei stessa denominato art enfantin, in cui il disegno e la pittura spontanei sono strumenti della libera espressione del bambino. Tra il 1950 e 1960 dà vita al Musée d'Art Enfantin a Coursegoules, vicino a Vence. Al contempo si preoccupa della diffusione del metodo educativo Freinet sistematizzando il pensiero pedagogico e pubblicando, tra il 1965 e il 1968, i due volumi di Nascita di una Pedagogia Popolare, contenenti i fondamenti della pedagogia Freinet.

Fotografia in bianco e nero di un’aula scolastica con numerosi bambini seduti su sedie attorno a tavoli di legno. Al centro e sullo sfondo due donne adulte, una delle quali è Elise Freinet, sono in piedi e parlano ai bambini. I bambini, in parte a torso nudo, sono disposti in piccoli gruppi e ascoltano o osservano. L’aula è luminosa, con finestre, scaffali e semplici decorazioni alle pareti.