APPROFONDIAMO – L’MCE
Nel 1951 nasce in Italia il Movimento di cooperazione educativa (Mce), che si richiama ai principi fondamentali della pedagogia Freinet, quali: la dimensione cooperativa dell'apprendimento; l'insegnamento individualizzato; la valorizzazione dell'esperienza diretta e della sperimentazione, accompagnate dalla presenza attiva dell'insegnante; l'attenzione al rapporto scuola-ambiente. Tra i fondatori del movimento ricordiamo Bruno Ciari, Giovanna Legatti, Mario Lodi, Nora Giacobini. Gli attivisti della pedagogia popolare e dei movimenti di cooperazione educativa hanno continuato a proporre esperienze di "scuola viva", opponendosi alle attuali tendenze all'omologazione e all'appiattimento delle differenze.
Gli odierni cambiamenti sociali ripresentano la questione delle disuguaglianze, perché nella scuola di oggi sussistono ancora molti ostacoli all'apprendimento: si pensi per esempio alla mancanza di "tecniche vive" che valorizzino la dimensione plurilingue nelle attuali scuole pubbliche, dove la presenza multiculturale e multilinguistica è la normalità per la maggior parte del territorio italiano; oppure a come discipline quali la storia e la geografia siano ancora poste all'interno di un discorso eurocentrico che non tiene conto dei punti di vista anche di altri paesi. Le indicazioni che troviamo nel pensiero di Célestin ed Élise Freinet e nei movimenti a essi collegati invitano a una pedagogia che si apra ai cambiamenti dei contesti geopolitici attuali, che non escluda "gli svantaggiati", che non li "etichetti" attraverso facili diagnosi, che si opponga a modelli standardizzati di apprendimento.