5.4 LIBERTÀ E CONTROLLO SOCIALE

Un altro tema caro a Dewey riguarda il rapporto tra educazione e libertà. A partire dal presupposto che le scuole nuove mettono l'accento sulla libertà degli studenti, l'autore si chiede: che cosa significa "libertà"? Quali sono le condizioni attraverso le quali si realizza? In che modo l'insegnante può promuoverla? Nel rispondere a questi interrogativi si sofferma sul fenomeno del controllo sociale, che costituisce una dimensione imprescindibile di qualsiasi attività collettiva. Ne sono esempi evidenti i giochi, i quali non esistono senza regole. In un'ottica progressista, dunque, la questione non è eliminare il controllo sociale, ma trasformarlo spostando l'attenzione dall'autorità esterna, che nelle scuole tradizionali è incarnata dal maestro e dal libro, all'autorità che sorge dall'esperienza stessa. Questo per Dewey non vuol dire che l'insegnante deve rinunciare a esercitare qualsiasi forma di autorità diretta, ma che nelle scuole nuove le circostanze in cui ciò accade devono essere ridotte il più possibile e, soprattutto, che tale autorità non deve mai essere espressione di un'imposizione personale, ma deve favorire l'interesse di tutti. Nelle scuole nuove, dunque, la principale fonte di controllo sociale è riposta nella natura stessa del lavoro collettivo, al quale ciascuno partecipa e di cui si sente responsabile.
Una vita di comunità così concepita, tuttavia, non può essere frutto della mera spontaneità, ma deve essere progettata. Ciò implica che l'educatore e l'educatrice non devono conoscere soltanto la materia di studio ma anche gli studenti, in modo da proporre loro le attività che possono maggiormente propiziare l'organizzazione sociale e il controllo orizzontale. In questo percorso sorgono molti ostacoli: prima di arrivare a scuola, infatti, i ragazzi e le ragazze hanno già subito condizionamenti esterni sfavorevoli, che li hanno resi troppo passivi e docili o, al contrario, presuntuosi e indisciplinati, incapaci in ogni caso di collaborare. Per questa ragione, l'insegnante deve valorizzare la singolarità di ognuno di loro e identificare, situazione per situazione, le leve per il cambiamento.

5.5 LA SCUOLA A SERVIZIO DELLA DEMOCRAZIA E LA DEMOCRAZIA A SERVIZIO DELLA SCUOLA

Dewey è profondamente convinto che la democrazia sia la migliore forma di governo di una società, per due ragioni fondamentali:

  • per la qualità e l'intensità degli interessi comuni che legano coloro che ne fanno parte;
  • per le occasioni di interazione e scambio con le altre società che essa favorisce.

Egli crede anche che la democrazia non possa essere data per assodata, ma debba essere rifondata a ogni generazione, alla luce dei bisogni, dei problemi e delle condizioni della vita sociale. Se lo sviluppo della scienza, dell'industria, del commercio, dei viaggi, delle migrazioni e delle intercomunicazioni, favorendo l'abbattimento delle barriere di classe, etniche e territoriali, hanno posto le pre-condizioni della democrazia, è necessario sostenere queste trasformazioni offrendo opportunità culturali accessibili a tutti.