- il minimalismo, con una domanda limitata e ben definita da parte dei consumatori, a cui corrisponde un sistema sostenibile per soddisfarla: più frequente fra i cacciatori-raccoglitori che possono spostarsi liberamente in un vasto territorio, ma è in qualche misura presente anche fra i pastori e gli orticoltori;
- il consumismo, con una domanda alta e potenzialmente infinita a fronte della quale i mezzi per soddisfarla non sono mai sufficienti: è la caratteristica distintiva delle società industrializzate/informatizzate, e spinge al colonialismo e alla globalizzazione, un fenomeno che sta diffondendo questo modello di consumo in tutto il mondo. La sua forma estrema è l’iperconsumismo, nel quale il consumo è fine a se stesso: vi è la necessità di acquistare un certo tipo di marche, di prodotti, con il solo scopo di costruire e mantenere il proprio status sociale in un contesto socialmente competitivo.
L’organizzazione sociale varia a seconda dei modelli di consumo: le società di caccia-raccolta sono egualitarie, mentre quelle agricole e industriali sono perlopiù stratificate, si caratterizzano cioè per forti disuguaglianze sociali.
