• lo scambio non equilibrato: indica il trasferimento di beni in cui una delle parti coinvolte ha l’obiettivo di ricavarne un profitto. Nelle società industriali e digitali, il debito si differenzia dallo scambio equilibrato per l’assenza di un rapporto personale fra le parti coinvolte e per l’eventualità che possa crescere a tal punto da non poter essere mai ripianato. Nell’ambito dello scambio non equilibrato è importante sottolinearne due forme particolari:
Veduta dall’alto del grande mercato di piazza Jamaa el Fna a Marrakech. La piazza è affollata da numerose persone che camminano tra bancarelle con tettoie verdi, venditori di prodotti alimentari e artigianali, piccoli carretti e carrozze trainate da cavalli. Sullo sfondo si alzano edifici color ocra con insegne di ristoranti e caffè, con terrazze panoramiche affacciate sulla piazza. A sinistra si distingue un minareto di colore rosato. L’atmosfera è animata e vivace.
Il mercato è il luogo fisico in cui avvengono molte di quelle compravendite che rientrano nella categoria particolare di scambio non equilibrato. Nell’immagine il grande mercato di piazza Jamaa el Fna a Marrakech, in Marocco.

– lo scambio di mercato: consiste nell’acquisto e nella vendita di beni in condizioni di competitività. Il valore è stabilito dalle forze della domanda e dell’offerta e chi effettua una vendita lo fa per ricavarne profitti. Nelle transazioni di mercato, venditore e compratore non devono necessariamente avere una relazione personale, né appartengono sempre alla stessa classe sociale. Molte transazioni di mercato si svolgono in un mercato, il luogo fisico ove avviene la compravendita. Il sistema di mercato è il risultato di un’evoluzione di altri modelli meno formali di commercio, con cui si intende lo scambio formalizzato di un bene con un altro sulla base di parametri di valore prefissati;

T2
S. Latouche,
L’occidentalizzazione del mondo
p. 29

INVITO ALLA LETTURA – Serge Latouche, IL PIANETA DEI NAUFRAGHI. SAGGIO SUL DOPOSVILUPPO, Bollati Boringhieri, 1993

In questo libro, l’autore esplora e riflette sulle cause e conseguenze dell’occidentalizzazione del mondo. Partendo da una critica del “mondo dei vincitori”, offre uno sguardo sul pianeta dei “vinti” della modernità e mostra come le vittime dello sviluppo reagiscono a esso per sopravvivere, creando un’alternativa allo sviluppo che non è né sviluppo alternativo né capitalismo scalzo. Le loro forme di resistenza e di reazione alle logiche produttivistiche della globalizzazione sono affidate a pratiche economiche reinserite in un tessuto di reti di solidarietà e reciprocità.

Copertina del libro Il pianeta dei naufraghi di Serge Latouche. Lo sfondo è arancione con il titolo in caratteri blu e il sottotitolo in bianco. Nella parte inferiore è inserita una fotografia che mostra una piccola imbarcazione semiaffondata in acqua scura, con la cabina inclinata e illuminata dall’interno. In basso compare il nome dell’editore Bollati Boringhieri.