– lo sfruttamento: consiste nell’ottenere qualcosa di maggior valore rispetto a quanto si dà in cambio. Una forma estrema e persistente di sfruttamento è la schiavitù, in cui ci si appropria della forza lavoro delle persone senza il loro consenso e senza una giusta ricompensa per il suo valore. L’antropologa americana Barbara Miller (n. 1970), assieme a molti altri studiosi, ha affermato che la schiavitù esiste ancora: persone senza scrupoli sfruttano il lavoro sessuale o di altro genere di altri individui, grazie a reti internazionali di traffico illegale di esseri umani.

Mappa concettuale. I modelli di scambio si distinguono in scambio equilibrato e scambio non equilibrato. Lo scambio equilibrato è il trasferimento di beni il cui obiettivo è un bilanciamento all’interno del quale si individuano la reciprocità generalizzata e la reciprocità attesa. Lo scambio non equilibrato è il trasferimento di beni in cui una delle parti coinvolte ha l’obiettivo di ricavarne un profitto come lo scambio di mercato e lo sfruttamento.
ESPERIENZE ATTIVE – Sfruttamento del lavoro

Dividetevi in piccoli gruppi e cercate informazioni riguardo alla produzione dei vestiti di Shein, Zara e Temu; dei palloni con marchio Coca-Cola; degli elettrodomestici Samsung. Quali sono le condizioni di lavoro nelle fabbriche? Chi cuce e assembla i materiali? Vi sono forme di sfruttamento? Se sì, quali? Tracciate una mappa che indichi i vari passaggi e i luoghi dalla creazione del prodotto all’arrivo al consumatore.

Composizione grafica con numerosi loghi di aziende e marchi internazionali disposti in modo irregolare su fondo bianco. Tra i loghi riconoscibili ci sono Google, Apple, Coca-Cola, Nike, McDonald’s, YouTube, Amazon, Samsung, Pepsi, Adidas, Nikon, IKEA, Mastercard, Facebook, Twitter, Starbucks, Unilever e altri. I loghi appaiono inclinati in varie direzioni e differiscono per colori, forme e caratteri tipografici.