4.1 COSTRUZIONI CULTURALI DEL POTERE
Le forme di costruzione culturale del potere, in particolare nelle società tradizionali extraoccidentali, sono variabili e molteplici e coinvolgono aspetti simbolici e materiali in modi strettamente correlati.
Un esempio interessante del rapporto fra accesso alle risorse e organizzazione del potere è il caso degli Shahsevan dell’Azerbaigian iraniano, dediti all’allevamento di pecore e di cavalli, e all’agricoltura. Gli Shahsevan parlano un dialetto iranico e sono musulmani sunniti.
In molte zone dell’Iran la vita delle comunità non urbanizzate si basa ancora oggi su un delicato equilibrio fra pastorizia e agricoltura. La gestione di questi due modelli di sussistenza richiede una rigida programmazione degli spostamenti dei pastori nomadi in certe stagioni e su certi percorsi.
I capi dei vari lignaggi e delle tribù nomadi e sedentarie hanno sviluppato così la funzione di preordinare gli spostamenti e di assegnare ai gruppi e agli individui che ne fanno parte le aree di pascolo da utilizzare in periodi diversi dell’anno. L’esercizio di questa forma di potere ha quindi un ruolo molto importante sul piano organizzativo. Con il tempo i capi sono stati investiti di una posizione sociale e politica speciale, soprattutto fino a quando l’autorità dello stato persiano è stata assente. Gli Shahsevan erano divisi in tribù dette tayfa, che comprendevano pastori nomadi e pastori sedentari. L’appartenenza a una tayfa non era stabilita dalla discendenza, ma dal fatto di riconoscerne l’autorità del capo (khan). Ricevere il permesso di far parte di una tribù significava mettersi sotto l’autorità del capo ed entrare così a far parte della sua tayfa.
