Cos’è allora il “genere”? E come lo possiamo distinguere dal “sesso”?
Con sesso intendiamo il corredo genetico, ovvero l’insieme dei caratteri fisici, anatomici e biologici che caratterizzano i corpi dei maschi e delle femmine. Il genere rappresenta invece l’insieme dei simboli, dei comportamenti, degli atteggiamenti e delle aspettative che la società attribuisce al maschile e al femminile. Detto in altre parole, il genere è una costruzione sociale, ossia il risultato dell’insieme delle caratteristiche biologiche e dei tratti culturali assegnati storicamente e socialmente al maschile e al femminile.

Radici delle parole

genere: il termine deriva da un’antica radice indoeuropea e significa “produrre” e quindi “generare”. In latino, inoltre, il sostantivo neutro genus veniva usato per indicare il genere umano (humanum genus).
Consulta il Vocabolario Treccani

T1
C. Saraceno e S. Piccone Stella,
Il termine “genere”
p. 254

Mappa concettuale. Il genere, ossia l’insieme di simboli, comportamenti e atteggiamenti attribuiti dalla società a maschile e femminile, si differenzia dal sesso, ossia le caratteristiche fisiche, anatomiche e biologiche che diversificano maschi e femmine.

1.2 L’IDENTITÀ E GLI STEREOTIPI DI GENERE

Ma, allora, in che modo nella nostra società si associano alcuni tratti caratteriali a comportamenti tipicamente maschili o femminili? O meglio, chi decide, per esempio, che la libertà di emozionarsi o piangere in pubblico siano caratteri più tipici della sfera femminile che di quella maschile? Perché ai bambini viene spesso detto di non piangere “come una femminuccia”? Perché alle bambine viene spesso ricordato di non comportarsi “da maschiaccio” quando sono troppo vivaci? In altre parole, in che modo nella nostra società viene costruita l’identità di genere?
L’identità di genere è il frutto del modo in cui, all’interno di una società, la cultura dominante trasforma le differenze fisiche esistenti tra uomini e donne in differenze culturali, che riconosciamo come maschili e femminili. Così, ai bambini maschi di molti paesi occidentali viene spesso ricordato di non comportarsi come le femmine (e viceversa) poiché nelle società occidentali la cultura dominante è basata su una chiara distinzione tra maschile e femminile.
In anni più recenti, questa rappresentazione dicotomica delle identità di genere ha tuttavia sollevato diverse obiezioni sia in ambito scientifico sia nell’opinione pubblica. La costruzione dell’identità è un fenomeno multidimensionale, per alcuni versi in continuo mutamento (oggi non siamo le stesse persone che eravamo dieci anni fa, né che saremo tra dieci anni), e sarebbe del tutto arbitrario creare un collegamento tra quelle che possono essere le differenze biologiche tra maschi e femmine e i tratti sociali e culturali dell’identità.