Grafico a barre verticali che confronta il tempo medio giornaliero dedicato al lavoro familiare da donne (barre arancioni) e uomini (barre gialle) in vari paesi europei: Romania, Italia, Ungheria, Polonia, Spagna, Grecia, Estonia, Francia, Regno Unito, Germania, Finlandia e Paesi Bassi. In ogni paese le donne dedicano un numero di ore significativamente superiore rispetto agli uomini, con valori femminili compresi tra circa 3 ore e mezza (nei Paesi Bassi) e quasi 5 ore (in Italia), mentre quelli maschili oscillano tra circa 1 ora e mezza (in Grecia) e poco più di 2 ore (in Ungheria, Polonia, Estonia, Francia, Germania, Finlandia).
Tempo dedicato al lavoro familiare, diviso per sesso, dalla popolazione di alcuni paesi europei, a partire dai 15 anni in su. Rapporto annuale Istat 2018.

Negli ultimi decenni, però, i movimenti femministi e le trasformazioni che hanno coinvolto la famiglia quale istituzione hanno contribuito a ridefinire i ruoli stereotipati diffusi nel modello patriarcale e a ridistribuire la divisione del lavoro domestico e di cura. In Italia, per esempio, tra il 1990 e il 2018 il tempo dedicato dagli uomini alle faccende di casa e alla cura dei figli è raddoppiato, così come è diminuito drasticamente il tempo trascorso in casa dalle donne. Inoltre, anche il ruolo degli uomini e dei padri è in via di cambiamento, a favore di forme di maschilità e di paternità meno stereotipate e più capaci e desiderose di costruire relazioni paritarie con l’altro sesso e con i propri figli.
Ciò malgrado, la famiglia continua a essere uno spazio in cui si riproducono vari stereotipi e disuguaglianze di genere, nonché diverse forme di violenza e abuso da parte degli uomini nei confronti delle donne. Uno dei fenomeni più allarmanti è quello del femminicidio, un neologismo che identifica i casi di omicidio in cui una donna viene uccisa dal proprio compagno o ex-compagno per motivi di gelosia o per il senso di proprietà che alcuni uomini sviluppano nei suoi confronti. Secondo le inchieste sulla violenza sulle donne riferite al 2024, nell’arco di un anno nel nostro paese sono state assassinate 113 donne e in 99 casi ciò è avvenuto a opera di un coniuge, un compagno o un componente maschio della famiglia. Questo indubbiamente è un segnale allarmante che ci ricorda come, nonostante gli importanti passi avanti fatti negli anni in termini di parità e diritti di genere, il percorso di messa in discussione di un sistema di relazioni di genere di tipo patriarcale e di una maschilità autoritaria e violenta sia ancora lungo.

1.4 IL GENERE AL LAVORO

Un altro importante ambito in cui la dimensione di genere viene riprodotta è il mondo del lavoro, che, in Italia e in buona parte dell’Europa e dei paesi occidentali, è viziato da dinamiche e disuguaglianze di genere, nel senso che uomini e donne hanno modalità e condizioni di accesso e di permanenza differenti.