APPROFONDIAMO – IL MARCHIO MCDONALD’S
Uno degli esempi per antonomasia dei processi di globalizzazione è la catena di fast food McDonald’s. Nati negli anni Trenta del Novecento negli Stati Uniti, i punti vendita di McDonald’s si sono concentrati sulla vendita di un prodotto alimentare percepito come tipicamente statunitense: panino con hamburger di carne e patatine fritte. A partire dagli anni Settanta, McDonald’s ha cominciato ad aprire negozi in tutto il mondo, esportando così su scala globale non solo il proprio marchio, ma anche una particolare cultura alimentare, quella statunitense, senza dubbio molto differente, per esempio, dalla cultura alimentare italiana o francese.
Nel giro di alcuni anni, McDonald’s è così riuscito a espandere il proprio modello di consumo alimentare in più di cento paesi in tutto il mondo, diventando un emblema del processo di globalizzazione, come ha raccontato il sociologo statunitense George Ritzer (n. 1940). Uno degli aspetti interessanti dei ristoranti McDonald’s è che la loro diffusione globale ha mescolato, da un lato, processi propriamente economici, relativi all’espansione di un’azienda, e dall’altro questioni propriamente culturali, legate sia a un nuovo stile di alimentazione, sia alla capacità di McDonald’s di diventare un simbolo globale, riconoscibile facilmente da tutti in giro per il mondo.
