Uno dei settori in cui l’ibridazione culturale è più evidente è quello dell’arte e della musica, dove la possibilità di connessione tra differenti culture e tradizioni ha dato impulso a forme di contaminazione culturale prima inimmaginabili. Nella musica di oggi, infatti, assistiamo al continuo mescolarsi di generi musicali e sonorità provenienti da luoghi e storie tra loro diversissimi. È il caso della world music e, più in generale, di tutte le contaminazioni che, per esempio, il rap, l’hip hop e la musica elettronica hanno avuto con ritmi e strumenti tipici africani, sudamericani o asiatici.
Insomma, se è vero che la globalizzazione è stata caratterizzata dall’esportazione di modelli statunitensi o occidentali in tutte le regioni del mondo, questi modelli hanno dovuto contaminarsi e “localizzarsi”, andando incontro ai gusti e alle pratiche delle diverse culture.

Insegne decorative in stile vintage appese a una griglia metallica. Tra queste, un’insegna con un boccale di birra e la scritta Beer served here, un cartello verticale con la parola Cold affiancata da una grande bottiglia rossa di Coca-Cola stilizzata e un’insegna colorata dedicata al caffè con una tazza e scritte promozionali. I cartelli sono variopinti e sovrapposti, creando un effetto visivo vivace e retrò.
Simboli della globalizzazione, come quello della Coca-Cola, bevanda prodotta negli Stati Uniti e diffusa nei mercati di tutto il mondo.
Mappa concettuale. La globalizzazione ha effetto sulla cultura nella misura in cui il modello culturale statunitense è esportato e riprodotto in tutto il mondo (teoria dell’americanizzazione) e i simboli culturali esportati dagli Stati Uniti, e dai paesi occidentali in generale, si fondono con quelli locali (teoria della glocalizzazione).