Grazie alla facilità di scambio, trasporto e comunicazione prodotta dalla globalizzazione, molte delle aziende che hanno la propria sede in paesi europei o nordamericani hanno deciso di . Così la maggior parte delle magliette, delle scarpe o degli accessori di vestiario che tutti noi utilizziamo ogni giorno viene ideata da aziende occidentali, ma prodotta in paesi asiatici o sudamericani e, successivamente, commercializzata con il marchio di aziende europee o statunitensi. Lo stesso vale per le tecnologie che utilizziamo costantemente, a cominciare da smartphone, tablet e computer: tutti i prodotti Apple, per esempio, sono “disegnati” in California, ma fabbricati in Cina. Tuttavia, sempre più spesso, paesi come la Cina non si limitano solamente a produrre per conto delle aziende occidentali, ma acquisiscono direttamente i marchi di note aziende europee o statunitensi. È questo il caso dell’azienda di automobili svedese Volvo, inglobata nel 2010 all’interno di una multinazionale cinese; oppure dell’azienda di personal computer statunitense IBM, che nel 2005 è stata acquisita da Lenovo, il principale produttore cinese di computer. Stiamo quindi assistendo a uno dagli Stati Uniti e dall’Europa verso paesi che fino a qualche decennio fa erano considerati come territori ancora in via di sviluppo. delocalizzare in paesi lontani i loro processi di produzione spostamento di baricentro dell’economia mondiale Molte aziende che hanno sede in Europa o negli Stati Uniti scelgono di concentrare la loro produzione nei paesi asiatici per risparmiare sulla manodopera: gran parte dell’abbigliamento che acquistiamo, infatti, riporta sull’etichetta la dicitura “made in China”. 2.5 LE CRITICHE ALLA GLOBALIZZAZIONE Con il passare degli anni, l’evolversi del processo di globalizzazione è stato sempre più spesso oggetto di critiche da parte della società civile, della politica e degli studiosi di scienze sociali. Sono infatti emersi in modo evidente alcuni . effetti collaterali della globalizzazione