Cambiamenti strutturali del fenomeno migratorio Anche per le trasformazioni generate dal fenomeno della globalizzazione, nel mondo contemporaneo si sono verificati cambiamenti strutturali nei fenomeni migratori. A migrare sono principalmente popolazioni provenienti dai cosiddetti paesi in via di sviluppo (in particolare America Latina, Africa e Asia) e dirette verso paesi dall’elevato benessere economico, in primo luogo l’Europa e gli Stati Uniti. Grazie allo sviluppo dei sistemi di trasporto e ai progressi nel campo delle telecomunicazioni, i migranti riescono con sempre maggiore facilità a stabilire relazioni economiche, sociali e affettive che trascendono i confini geografici e culturali degli Stati nazionali. I migranti dell’era globale costruiscono reti relazionali, familiari ed economiche che agiscono in una , contribuendo alla circolazione di soldi, informazioni e cultura. Per esempio, è facile notare come gli immigrati di un determinato paese straniero non solo si riuniscano in gruppi che mantengono viva la loro cultura, ma anche conservino contatti con parenti e amici del proprio paese di origine. In questo modo, le nuove forme di migrazione contemporanee mettono in discussione i classici modelli utilizzati per leggere le modalità di insediamento dei migranti nei contesti sociali di arrivo. Per esempio, se un tempo si poteva distinguere tra (ovvero tra chi partiva per stabilirsi in un altro paese e chi per un periodo limitato di tempo) o tra (che scappano dalla povertà) e (che scappano dalla guerra), oggi risulta sempre più complesso definire dei modelli di migrazione e di permanenza nella società di accoglienza. dimensione transnazionale migrazioni definitive e temporanee migranti economici profughi per IMMAGINI – La nave Vlora L’8 agosto 1991 la nave albanese Vlora, proveniente da Durazzo, approdò nel porto di Bari con circa 20 000 persone a bordo. Gli albanesi uscivano da una dittatura durata quasi cinquant’anni, durante la quale il paese era rimasto isolato dal resto del mondo, e scappavano per fame o nel tentativo di raggiungere la libertà. Il governo di allora (presieduto dal democristiano Giulio Andreotti) decise di trasferire e rinchiudere i profughi nello stadio della città per evitare che fuggissero. Per otto giorni migliaia di albanesi rimasero rinchiusi nello stadio della Vittoria di Bari, con acqua e cibo lanciati dall’alto, per mezzo di un’autoscala dei vigili del fuoco. Vi furono sommosse e proteste, alcuni riuscirono a forzare i cancelli e a scappare, mentre la maggior parte venne rimpatriata. La nave Vlora attraccata a una banchina del porto di Bari, affollata da migranti albanesi; 8 agosto 1991.