Cambiamenti strutturali del fenomeno migratorio
Anche per le trasformazioni generate dal fenomeno della globalizzazione, nel mondo contemporaneo si sono verificati cambiamenti strutturali nei fenomeni migratori. A migrare sono principalmente popolazioni provenienti dai cosiddetti paesi in via di sviluppo (in particolare America Latina, Africa e Asia) e dirette verso paesi dall’elevato benessere economico, in primo luogo l’Europa e gli Stati Uniti. Grazie allo sviluppo dei sistemi di trasporto e ai progressi nel campo delle telecomunicazioni, i migranti riescono con sempre maggiore facilità a stabilire relazioni economiche, sociali e affettive che trascendono i confini geografici e culturali degli Stati nazionali.
I migranti dell’era globale costruiscono reti relazionali, familiari ed economiche che agiscono in una dimensione transnazionale, contribuendo alla circolazione di soldi, informazioni e cultura. Per esempio, è facile notare come gli immigrati di un determinato paese straniero non solo si riuniscano in gruppi che mantengono viva la loro cultura, ma anche conservino contatti con parenti e amici del proprio paese di origine.
In questo modo, le nuove forme di migrazione contemporanee mettono in discussione i classici modelli utilizzati per leggere le modalità di insediamento dei migranti nei contesti sociali di arrivo. Per esempio, se un tempo si poteva distinguere tra migrazioni definitive e temporanee (ovvero tra chi partiva per stabilirsi in un altro paese e chi per un periodo limitato di tempo) o tra migranti economici (che scappano dalla povertà) e profughi (che scappano dalla guerra), oggi risulta sempre più complesso definire dei modelli di migrazione e di permanenza nella società di accoglienza.
