La formulazione del concetto di genere, come quello di ruoli sessuali, deriva la sua origine non tanto dalla presa d’atto neutrale di una realtà sessuata, quanto dalla constatazione di uno squilibrio al suo interno. Il genere è il primo terreno nel quale il potere si manifesta, osserva Joan Scott (1988); nominare il genere significa immediatamente evocare il potere. I termini di questa storica partita sono noti. Le differenze tra i sessi in natura – il corpo femminile dotato di caratteristiche e capacità proprie, diverse da quelle maschili – si prestano (si sono prestate) alla costruzione di una disparità storica in virtù della quale la divisione del lavoro, i compiti quotidiani, l’accesso alla sfera intellettuale e simbolica, si sono organizzati nel tempo lungo una profonda asimmetria, a discrimine e svantaggio del genere femminile.
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1. Qual è la relazione che intercorre tra la condizione femminile e il concetto di genere?
2. In che modo il potere si manifesta attraverso la divisione di genere?
3. Descrivi una situazione della vita di tutti i giorni in cui, secondo te, è possibile osservare forme di divisione di genere.