La formulazione del concetto di genere, come quello di ruoli sessuali, deriva la sua origine non tanto dalla presa d’atto neutrale di una realtà sessuata, quanto dalla constatazione di uno squilibrio al suo interno. Il genere è il primo terreno nel quale il potere si manifesta, osserva Joan Scott (1988); nominare il genere significa immediatamente evocare il potere. I termini di questa storica partita sono noti. Le differenze tra i sessi in natura – il corpo femminile dotato di caratteristiche e capacità proprie, diverse da quelle maschili – si prestano (si sono prestate) alla costruzione di una disparità storica in virtù della quale la divisione del lavoro, i compiti quotidiani, l’accesso alla sfera intellettuale e simbolica, si sono organizzati nel tempo lungo una profonda asimmetria, a discrimine e svantaggio del genere femminile.

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1. Qual è la relazione che intercorre tra la condizione femminile e il concetto di genere?
2. In che modo il potere si manifesta attraverso la divisione di genere?
3. Descrivi una situazione della vita di tutti i giorni in cui, secondo te, è possibile osservare forme di divisione di genere.

T2 Raewyn Connell

Sociologia del corpo

Raewyn Connell è una sociologa australiana di fama internazionale, nota per i suoi studi sulle disuguaglianze sociali, la maschilità e i rapporti di potere tra i generi. In questo estratto, Connell riflette sul ruolo del corpo nella società, sottolineando come esso sia profondamente influenzato da fattori sociali, culturali e storici. Il testo mette in luce la varietà dei corpi, la loro trasformazione nel tempo e il modo in cui possono adattarsi alle norme sociali o resistervi, diventando talvolta elementi di rottura e cambiamento.

Maschilità. Identità e trasformazioni del maschio occidentale, Feltrinelli, Milano 1995, pp. 57-58

La filosofia e la teoria sociale ci parlano spesso del “corpo”. Ma dei corpi occorre parlare al plurale […]; e si tratta di corpi tutti molto diversi uno dall’altro. Vi sono corpi grandi e corpi minuti; corpi permanentemente macchiati di terra o di grasso, corpi resi permanentemente ricurvi dal piegarsi su una scrivania, e altri con mani immacolate appena uscite dalla manicure. Ciascuno di questi corpi ha la sua propria traiettoria attraverso il tempo, e deve trasformarsi via via che cresce e invecchia. Con altrettanta certezza devono cambiare i processi sociali che lo avvolgono e lo sostengono.
Ciò che è vero dei “corpi” in generale è anche vero dei corpi degli uomini in particolare. Sono tutti diversi uno dall’altro fin dal principio, e diventano sempre più diversi via via che crescono e invecchiano.
Ma i corpi non sono soltanto diversi: essi possono mostrarsi recalcitranti contro le esigenze sociali che vengono loro imposte. La pressione dello sport competitivo ad alto livello costringe i giocatori professionisti a trattare i loro corpi come degli strumenti, talvolta come delle armi. […]