In questa sezione avrete l’opportunità di approfondire, insieme alla vostra classe, una tematica molto importante che interessa appieno la vita di ogni essere umano, in ogni tempo e in ogni cultura, pur con tutta una serie di rilevanti differenze: quella del lavoro.
ORIENTARSI
EDUCAZIONE CIVICA • COSTITUZIONE • SVILUPPO ECONOMICO E SOSTENIBILITÀ
LEGGI, RIFLETTI, CONFRONTATI
Con l’aiuto dell’insegnante, create gruppi di 4 o 5 alunni; in ogni gruppo, leggete i brani proposti e rispondete alle domande, prima individualmente e poi scambiandovi impressioni e opinioni. Scrivete poi le vostre risposte. Se pensate possa esservi utile, potete ricercare in rete qualche altra informazione sugli argomenti trattati.
In un momento successivo, con il resto della classe, per ogni lettura condividete quanto da voi scritto e cercate possibili sintesi, qualora vi fossero posizioni lontane tra loro.
TESTO NARRATIVO
La chiave a stella
Nella sua opera La chiave a stella, Primo Levi, diretto testimone e superstite dell’Olocausto e autore di Se questo è un uomo, racconta le vicende di vita e le esperienze lavorative di Faussone, detto Tino, un operaio specializzato che, dopo aver abbandonato la catena di montaggio, gira il mondo come montatore di ponti, gru, impianti petroliferi e strutture metalliche varie.
Quantunque lui fosse visibilmente insonnolito, ho cercato di chiarirgli che tutti e tre i nostri mestieri, i due miei e il suo1, nei loro giorni buoni possono dare la pienezza. Il suo, e il mestiere chimico che gli somiglia, perché insegnano a essere interi, a pensare con le mani e con tutto il corpo, a non arrendersi davanti alle giornate rovescie ed alle formule che non si capiscono, perché si capiscono poi per strada; ed insegnano infine a conoscere la materia ed a tenerle testa. Il mestiere di scrivere, perché concede (di rado: ma pure concede) qualche momento di creazione, come quando in un circuito spento ad un tratto passa corrente, ed allora una lampada si accende, o un indotto si muove.
Siamo rimasti d’accordo su quanto di buono abbiamo in comune. Sul vantaggio di potersi misurare, del non dipendere da altri nel misurarsi, dello specchiarsi nella propria opera. Sul piacere del veder crescere la tua creatura, piastra su piastra, bullone dopo bullone, solida, necessaria, simmetrica e adatta allo scopo, e dopo finita la riguardi e pensi che forse vivrà più a lungo di te, e forse servirà a qualcuno che tu non conosci e che non ti conosce. Magari potrai tornare a guardarla da vecchio, e ti sembra bella, e non importa poi tanto se sembra bella solo a te, e puoi dire a te stesso “forse un altro non ci sarebbe riuscito”.
P. Levi, La chiave a stella, Einaudi, Torino 1978, p. 52.
1. I due mestieri di Primo Levi sono il chimico e lo scrittore; Faussone, con cui l’autore sta dialogando, è operaio specializzato (montatore).