PAROLA D AUTORE | T1 Ada d Adamo Come d aria, Elliot, Roma 2023, pp. 7-8 Disabilit e cura Il seguente brano tratto da Come d aria, un autobiografia in forma di lettera che Ada d Adamo dedica alla figlia Daria, nata con una grave disabilit . Il libro racconta la quotidianit della cura, il rapporto madre-figlia, le fatiche fisiche ed emotive e la diagnosi di un tumore che colpisce l autrice poco dopo la nascita della bambina. Quando hai un figlio disabile cammini al posto suo, vedi al posto suo, prendi l ascensore perch lui non pu fare le scale, guidi la macchina perch lui non pu salire sull autobus. Diventi le sue mani e i suoi occhi, le sue gambe e la sua bocca. Ti sostituisci al suo cervello. E a poco a poco, per gli altri, finisci con l essere un po disabile pure tu: un disabile per procura. Sono certa che questa sia la ragione per cui molte persone mi chiamano col tuo nome. Un lapsus frequente, un processo di identificazione inevitabile. Trascorrere ore e ore della propria esistenza negli ospedali, nei centri di riabilitazione, nelle Asl, in compagnia di medici, infermieri, fisioterapisti, famiglie di disabili non fa che accelerare questo processo di progressiva sostituzione dell identit . Non sono io, sono la mamma di Daria . Anzi, solo la mamma . E basta. Entrare nelle corsie degli ospedali significa ogni volta smettere i miei panni e diventare mamma . Cos ci chiamano le infermiere. Non signora. Mamma. Non pi donna, non pi persona, sono un ruolo, una funzione di te . Del resto, siamo noi madri le prime a chiamarci cos . [ ] Ti duole? Mamma ti massaggia. Hai caldo? Mamma ti sventola. Hai freddo? Mamma ti copre. Ti brucia? Mamma ci soffia. Hai sonno? Mamma ti culla. Non dormi? Mamma ti racconta. Piangi? Mamma ti consola. Le sale d attesa sono i luoghi degli incontri. 402 | SOCIOLOGIA | Madri e figli, qualche volta padri. Nei bambini rivedo te piccolissima, o una tua proiezione cresciuta in un futuro prossimo. Nelle donne mi guardo allo specchio. In loro ritrovo parti di me, prove di coraggio e momenti di fragilit estrema. Nelle coppie scruto gerarchie e ruoli, rapporti di forza e reciproche dipendenze. A volte quel che vedo mi fa orrore. Donne depresse, sovrappeso, aggrappate a sacchetti di patatine e bibite gassate, eternamente in tuta e scarpe da ginnastica. Donne dagli occhi cerchiati da notti insonni nelle braccia segnate dai graffi o dai morsi dei figli, i capelli che non vedono un parrucchiere da mesi. O, all opposto, madri eroine: quelle con i superpoteri, truccate e vestite di tutto punto a qualsiasi ora del giorno, che non perdono un colpo, non mostrano il minimo cedimento. Rispondi 1. Che cosa intende l autrice quando afferma di essere diventata «un disabile per procura»? 2. Quali trasformazioni identitarie e sociali vivono le madri descritte nel testo? Come cambia il loro ruolo nella societ e nella famiglia? 3. In che modo questo testo pu aiutare a comprendere meglio le dinamiche sociali legate alla disabilit e al ruolo di chi si occupa della cura delle persone disabili o comunque non autosufficienti?