L’UNITÀ IN MAPPA

Mappe concettuali dell’unità. 1) Gli istituti magico-religiosi sono visti come: conoscenze dei moderni basate sulla razionalità; credenze dei primitivi basate sull’irrazionalità; risposte culturali sul senso del mondo e della vita. Le prime due interpretazioni rimandano all’approccio oggettivista, caratteristico degli antropologi evoluzionisti (Tylor, Lévy-Bruhl, Frazer); la terza all’approccio interpretativo inaugurato da Evans-Pritchard con la ricerca sugli Azande. 2) La magia si può definire come l’insieme di tecniche per manipolare le forze sovrannaturali a fin di bene o di male; per Frazer, è il tentativo immaturo di spiegare l’origine e le caratteristiche dei fenomeni, mentre per De Martino è il primo tentativo dell’uomo di affermare la propria presenza nel mondo. 3) La religione è fatta di rappresentazioni espresse tramite miti, ossia narrazioni esemplari sul mondo naturale e umano; e di pratiche, ossia riti, azioni ripetitive e standardizzate dal forte valore simbolico per la comunità. Tra i riti vi sono, per esempio, i riti di passaggio e i riti di inversione; tra i riti di passaggio rientrano i riti di iniziazione e i riti funebri, intesi come pratiche culturali per ristabilire l’equilibrio e la coesione sociale di fronte allo scandalo della morte. La religione comprende animismo, totemismo e sciamanesimo e le grandi religioni, suddivise in gruppo indiano (induismo, buddismo), gruppo semitico (ebraismo, cattolicesimo, islam) e gruppo asiatico (taoismo, confucianesimo, shintoismo).