LA STORIA di Galatea Vaglio Imparare con lo storytelling Federico II, l’imperatore che nacque in piazza JESI, 26 DICEMBRE 1194 «Chiamatele, tutte, qui dentro. Non voglio chiacchiere sulla nascita del mio bambino!» Le damigelle si guardano stupite. Ma l’espressione di Costanza d’Altavilla, regina del regno normanno del Sud e imperatrice del Sacro Romano Impero, non lascia dubbi: sta parlando sul serio. Il messaggero di corte corre per le strade di Jesi. Le donne della città sono tutte invitate nella tenda regale alzata nel mezzo della piazza. La regina Costanza lì partorirà, e tutte saranno testimoni. Costanza è determinata. Ha quasi quarant’anni, e molti sospettano che la sua gravidanza sia finta. Pensano che sia troppo vecchia per poter partorire un erede. Così hanno messo in giro la voce che sarebbe tutto un inganno: il parto sarebbe fasullo, e il figlio di una serva sarebbe già pronto per essere presentato come erede legittimo dell’Impero. Quindi bisogna giocare d’astuzia. Non importa quanto può essere imbarazzante: Costanza vuole partorire davanti a tutti. Quel bambino è troppo importante, non ci possono essere dubbi sulla sua nascita e sulla sua identità. È l’erede di due grandi dinastie, quella normanna che governa il Sud Italia e la Sicilia, e la stirpe degli Svevi che dal tempo di Federico Barbarossa, suo suocero, siede sul trono dell’Impero. Se c’è qualcuno che può portare la pace in Italia e nel resto dell’Europa è lui, suo figlio. Quando, stremata dai dolori del parto, lo sente piangere come tutti i neonati, e una delle levatrici glielo porge, avvolto nelle fasce regali dicendo: «È un maschio!», la madre ringrazia Dio, e sospira di sollievo. Lei, Costanza, la regina che nessuno pensava potesse diventare madre, ha dato un erede all’Impero. Federico, luce dei suoi occhi, speranza per il futuro dell’umanità.