Le corti e le città rinascimentali

Come abbiamo visto, nel Quattrocento l’Italia era suddivisa in numerosi Stati spesso governati da signori o da veri e propri prìncipi. Le loro corti erano sia centri di potere, in cui spiccava la figura del cortigiano, sia centri culturali in cui fiorì buona parte dell’arte e della letteratura del Rinascimento.
Avere nella propria corte un grande pittore o un celebre poeta era motivo di vanto per il signore, un modo per aumentare il proprio prestigio e mostrare il proprio potere. Si diffuse, così, il fenomeno del mecenatismo: i prìncipi italiani divennero mecenati, cioè protettori di artisti e letterati e finanziatori delle loro opere.
Le principali corti rinascimentali si svilupparono a Milano, Firenze, Roma, Napoli, Ferrara e Mantova. Le città si riempirono di palazzi lussuosi, piazze, strade ampie e dritte (al posto delle viuzze strette e tortuose del Medioevo), colonnati, giardini e statue. La città seguiva un modello di “città ideale” a misura dell’uomo del Rinascimento.

cortigiano: gentiluomo che viveva a corte.


STUDIO CON METODO

Comprendo
Sottolinea nel testo la definizione della parola mecenate.