1 La via verso l'Oriente

Che cosa spinse gli europei a esplorare nuove rotte?

Nel Quattrocento le popolazioni europee conoscevano e navigavano solo i mari che bagnavano direttamente le coste del continente. I primi a lanciarsi in viaggi d'esplorazione al di fuori delle solite rotte furono i catalani e i genovesi, che scoprirono casualmente le isole Canarie, che in seguito furono occupate dagli spagnoli.

Le principali potenze mercantili europee erano spinte al di fuori del Mediterraneo non solo dal desiderio di conoscere mondi nuovi, ma anche da una precisa motivazione economica. Ormai da secoli, infatti, l'Europa importava dal lontano Oriente, ovvero dalla Cina e dall'India, prodotti molto rari e ricercatissimi, le spezie: pepe, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano e cannella, all'epoca indispensabili sia come medicinali sia per la conservazione dei cibi. Inoltre, importava l'oro dalle regioni africane poste a sud del Sahara. Queste rotte commerciali erano presidiate principalmente dai veneziani, che controllavano il commercio via terra delle spezie in accordo con i mercanti arabi e le smerciavano a un prezzo molto alto, mentre il commercio dell'oro era in mano ai mercanti arabi del Nord Africa. Nel corso del Quattrocento, l'espansione dell'Impero ottomano, culminata con la conquista di Costantinopoli nel 1453 [vedi capitolo 8, p. 225], limitò fortemente i commerci con l'Oriente e spinse l'Europa a cercare nuove rotte.

catalano: abitante della regione della Catalogna, nell'attuale Spagna.

presidiare: occupare un luogo per tenerlo sotto controllo e garantirne la sicurezza.


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Sottolinea nel testo i motivi che spinsero gli europei a intraprendere i viaggi di esplorazione.


Una serie di innovazioni tecnologiche

Il Portogallo e il regno spagnolo di Castiglia finanziarono, dunque, viaggi e spedizioni via mare con l'intento di trovare una via alternativa a quelle già conosciute verso l'Africa sub-sahariana e, soprattutto, verso l'Oriente. Per farlo, e quindi per affrontare le onde degli oceani, furono però necessarie alcune innovazioni tecnologiche, a partire da un nuovo tipo di imbarcazione, la caravella. Fu, inoltre, introdotta la bussola, che indicava, insieme alla Stella Polare, il Nord, e venne perfezionato l'astrolabio, noto sin dall'antichità, che serviva a orientarsi misurando l'altezza della Stella Polare o del Sole rispetto all'orizzonte.


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  • Quali innovazioni tecnologiche favorirono i viaggi di esplorazione?

In generale, la navigazione sugli oceani non si basava più sull'esperienza e sulle approssimazioni, ma su precisi calcoli e misurazioni: geometria, algebra e astronomia divennero strumenti fondamentali per calcolare posizione e rotta delle navi. A mano a mano che i viaggi di esplorazione si moltiplicarono e le conoscenze geografiche aumentarono, migliorarono sempre più anche le carte geografiche.

Scatola in legno aperta che contiene una bussola. All’interno è visibile il quadrante circolare con la rosa dei venti, contrassegnata da lettere e triangoli che indicano le direzioni. Il coperchio della scatola è sollevato e inclinato verso destra; l’esterno e l’interno della scatola mostrano una superficie lignea scura e consumata.
La bussola di Colombo.