Storia e... tecnologia

La caravella

Disegno di una caravella, illustrata con il disegno di una nave a vela vista di lato, con scafo in legno, più alberi e vele spiegate. Con dei riquadri di testo, si spiega che la caravella era una nave solida, a due o a tre alberi invece di un unico albero, dotata di un imponente sistema di vele che rendeva inutile il ricorso ai remi. Viene indicato che le vele quadrate servivano per navigare quando il vento era a favore, ovvero con il vento in poppa. Si specifica anche che la vela latina, di forma triangolare, era fondamentale per avanzare procedendo a zig-zag quando il vento non era favorevole. Un’altra informazione riguarda il timone: la caravella aveva un unico timone posto a poppa, cioè nella parte posteriore della nave, più maneggevole ed efficace rispetto alle altre barche del periodo, che invece avevano due timoni laterali. Infine, si spiega che una trave collegava le assi dello scafo da poppa fino a prua e che la chiglia era molto robusta e quasi piatta, capace di affrontare le onde dell’oceano.

La nave che fu la grande protagonista dei viaggi d'esplorazione e delle scoperte geografiche fu la caravella. Introdotta dai portoghesi attorno al 1430, era un'imbarcazione come non se ne erano mai viste prima, incredibilmente veloce e resistente rispetto a quelle utilizzate per la navigazione nel Mediterraneo. Solida, ma anche leggera e facilmente manovrabile, la caravella aveva però un difetto: poteva trasportare un carico e un equipaggio limitati, ma ciò d'altra parte non costituiva un grave problema per imbarcazioni pensate per viaggi di esplorazione. Prima della diffusione dei galeoni, ovvero delle navi a quattro alberi, le caravelle furono le grandi protagoniste delle spedizioni transoceaniche europee nel Quattrocento.