L'alimentazione: a chi tanto, a chi poco
Nel Medioevo l'alimentazione delle persone – quello che mangiavano – dipendeva dalla loro condizione sociale. Una piccola parte della popolazione, composta dai signori, dai membri più importanti del clero come i vescovi, e in generale dai ricchi, si nutriva abitualmente di carne e di pesce, oltre che di pane bianco, fatto con farina di frumento. I contadini e la grande maggioranza della popolazione mangiavano invece pane nero, fatto con farina di segale, ortaggi e minestre di cereali come il miglio oppure di legumi, come ceci, fagioli, lupini, piselli, fave, lenticchie. La carne veniva portata in tavola poche volte all'anno, in genere nei giorni di festa [vedi Educazione civica, pp. 42-43].
STUDIO CON METODO
Organizzo le informazioni
Inserisci nella tabella gli alimenti citati nel testo.
Alimentazione dei ricchi
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Alimentazione dei contadini
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Di conseguenza, i ricchi ingrassavano e soffrivano di malattie come la gotta, provocate da un consumo eccessivo di grassi e di carne; il resto della popolazione, invece, si nutriva poco e male, e spesso si trovava a mangiare cibi andati a male: le uniche tecniche conosciute per la conservazione degli alimenti erano, infatti, la salatura e l'affumicatura e molti cibi deperivano in fretta.
