In tavola, l'essenziale
Nel Medioevo, come abbiamo visto, l'alimentazione della gente comune era spesso insufficiente sia come quantità sia come qualità, e la fame era diffusa. Infatti la grande maggioranza della popolazione – composta da contadini che lavoravano per sfamare sé stessi e la propria famiglia – portava in tavola solo il pane e il "companatico", cioè qualcosa da mangiare "insieme al pane".
In che modo è cambiata la situazione a distanza di oltre dieci secoli? Nel nostro continente, come negli altri paesi ricchi del mondo, il problema della fame interessa oggi una parte ridotta della popolazione. Le difficoltà alimentari non sono scomparse del tutto perché non è scomparsa la povertà assoluta, cioè la condizione di chi non ha i mezzi necessari per acquistare i beni considerati essenziali.

Mangiare bene: uno stile di vita
Oggi, quando si parla di alimentazione, si parla generalmente di dieta, intendendo uno "stile alimentare" e in particolare un modo equilibrato e consapevole di mangiare, per mantenersi in salute. Si tratta di un concetto moderno, lontanissimo dalla povertà e dalla fame: presuppone che i cibi non manchino e che si possano scegliere in base alle diverse sostanze nutritive di cui ha bisogno il nostro organismo – carboidrati, proteine, grassi, vitamine, fibre, sali minerali e acqua – e in base all'energia che consumiamo.