1 L’Impero bizantino dopo Giustiniano Persiani, arabi e slavi: i nemici dell’Impero bizantino Dopo la morte di Giustiniano, nel 565, per l’Impero bizantino cominciò un periodo di crisi: per i successori dell’imperatore fu molto difficile mantenere integro un impero così vasto. A est essi dovettero respingere vari , che assediarono più volte Costantinopoli pur senza mai conquistarla. Al confine settentrionale dovettero, invece, fronteggiare una serie di popolazioni che provenivano dall’Europa del Nord (dalla zona dell’attuale Polonia, della Bielorussia e dell’Ucraina) chiamate con il nome unico di , tra cui i russi. Altri gruppi slavi si trasferirono nell’Europa centrale (tra questi, i cechi) e nei Balcani minacciando seriamente l’Impero bizantino e riducendo la sua estensione. Più tardi, altre popolazioni di origine mongola o asiatica si sovrapposero agli slavi: i nel VII secolo, i o nel IX. Come avrai notato, è facile collegare i nomi di questi popoli a quelli di alcune delle attuali nazioni europee. Nella penisola italiana, come vedremo nel prossimo paragrafo, i bizantini dovettero affrontare la minaccia dei . attacchi da parte di persiani e arabi slavi bulgari magiari ungari longobardi STUDIO CON METODO Comprendo Rispondi. Quali minacciavano l’Impero bizantino? ....................................................................... ....................................................................... ....................................................................... popoli Le popolazioni slave si convertono al cristianesimo La conversione al cristianesimo delle popolazioni slave avvenne nel IX secolo grazie alla missione di e , due sacerdoti, tra loro fratelli, nati a Tessalonica in Grecia. Cirillo e per farlo inventò un alfabeto da cui derivò il , l’alfabeto che continua a essere usato in molte lingue slave, quali il russo, il bulgaro, l’ucraino, il serbo. Cirillo Metodio tradusse in lingua slava i testi sacri cirillico I santi Cirillo e Metodio, che portarono il cristianesimo fra le popolazioni slave. Mosaico del 2011 nella cattedrale di Bratislava (Slovacchia).